Il ministro Orlando annulla la sua visita: un’altra disfatta per la classe dirigente incapace di rappresentare questo territorio

La mancata venuta del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a Castrovillari, conferma ancora una volta, semmai ce ne sia bisogno, che questo territorio non vale niente anche per colpa di una classe politica mediocre.

Una visita annunciata, e poi annullata, che indiscutibilmente descrive una bocciatura su tutta la linea: per la deputazione calabrese di centrosinistra, incapace di convincere il ministro a “toccare con mano” i tanti disagi che quotidianamente vive il cittadino e chi serve la giustizia in questa landa desolata;

la deputazione di centrodestra incapace nel saper farsi carico e risolvere dei problemi della gente; gli invisibili rappresentanti di quel che resta della Provincia di oggi e di ieri; i sindaci tutti del territorio, incapaci di organizzare una protesta seria, buoni solo a piangere miseria preferendo stare a casa in babbucce oppure sventolare lettere di dimissioni senza mai depositarle sul serio; la politica locale che pensa solo a conquistare consensi ma nasconde la testa sotto la sabbia come gli struzzi.

La lunga battaglia condotta per salvaguardare il Tribunale di Rossano, insomma, non è servita a nulla e non ha insegnato nulla. Una battaglia che è bene ricordarlo, ha prodotto – per coerenza – anche la mia fuoriuscita dal Popolo della Libertà dal quale mi sono sentito tradito, come rossanese e militante.

Oggi se la nostra classe politica dirigente avesse agito in direzione degli esclusivi interessi di questo territorio, per come è stata delegata dal popolo, avremmo potuto dire al Guardasigilli cosa e perché la riforma della giustizia non ha prodotto risultati; rammentargli che da attivista del movimento “Sei da Salvare” ha predicato benissimo e razzolato molto male, non riuscendo a far approvare quel decreto correttivo che avrebbe salvato il Tribunale di Rossano per meriti e non per grazia ricevuta o per fare un piacere ad un qualche politicante.

E’ bene dire che sull’argomento, Fratelli d’Italia, attraverso l’on. Fabio Rampelli ha presentato un’interrogazione al ministro lo scorso 7 agosto 2014, ancora rimasta senza una risposta, a distanza di oltre un anno.

E ciò mentre i parlamentari calabresi preferiscono un molto più comodo immobilismo (sarebbe meglio dire menefreghismo?) quando potrebbero agire diversamente, magari facendo pressioni sul Presidente del Consiglio e sul ministro stesso: rimaniamo in attesa ascoltare cosa ci prometteranno e propineranno in primavera, allorché verranno a “passeggiare” a Rossano in campagna elettorale.

Ernesto Rapani
Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale