La questione viabilità in Calabria rappresenta un tremendo gap che da decenni, come un macigno, grava sulla nostra Regione e, precipuamente, sul nostro comprensorio. Una tematica al quanto scottante e incresciosa tralasciata nell’oblio più totale da certune frange politiche che, nel corso degli anni, hanno arrecato un globale isolamento della Calabria dal resto d’Italia.

Un processo di declino concretizzatosi in tutta la Regione e, soprattutto, nell’intera fascia jonica in maniera repentina e senza sosta depauperando il trasporto su rotaia e quello su gomma.
Orbene, tralasciando ogni preambolo di sorta, vogliamo focalizzare la nostra attenzione sulla annosa questione afferente la famigerata S.S. 106 denominata “la strada della morte”.
Un incessante sterminio che miete vittime in un Territorio dimenticato e tradito da uno Stato sempre più sordo e assente alle lecite istanze di questo popolo. Un popolo ferito nell’orgoglio, umiliato e depredato di tutti i suoi servizi essenziali.
È al quanto vergognoso e inconcepibile, altresì, il taglio di sei miliardi di euro perpetrato dal governo ai danni della Calabria volti a trasformare in moderne arterie alcuni pericolosissimi tratti della Salerno-Reggio e della Statale Jonica.
La questione 106 non è una problematica che riguarda esclusivamente la fascia jonica e, quindi, l’intera Calabria. La questione 106 è principalmente un caso nazionale e, al di là della mancata approvazione del documento teso a istituire una Commissione ministeriale sulla prefata arteria stradale, lo Stato ha l’onere di trovare una netta soluzione a questa triste contingenza.
Onore e gloria, dunque, all’associazione “Basta vittime sulla 106” che quotidianamente conduce, con dignità e senso civico, una giusta battaglia al fine di ottenere piani di sicurezza per l’incolumità di chi percorre quella pericolosa arteria. Onore e gloria a chi è scomparso sulla S.S. 106 perché vittima ingiusta di un sistema atavico nel quale la politica vetusta ha vissuto di soli proclami senza attuare azioni concrete per salvaguardare la vita del suo popolo e, quindi, dei suoi elettori. Onore e gloria a tutte le famiglie che hanno perso i loro congiunti in quella esecrabile arteria la quale conta più vittime di una guerra mondiale. Onore e gloria a chi realmente combatte per riscattare questo Territorio scostando ogni tipologia di interesse particolareggiato a favore di quello generale.
La Calabria, terra nefasta, merita ministranti capaci di risollevarla dalle macerie in modo da restituirle lustro e ammirazione a livello nazionale e internazionale.
Ci rivolgiamo, pertanto, al Commissario Prefettizio, Dott. Aldo Lombardo, acché informi il ministro Delrio sulle reali e precarie condizioni in cui riversa la S.S. 106 poiché siamo stanchi di veder morire uomini, donne, giovani e meno giovani, bambini e famiglie intere.
La vita è un dono prezioso e lo Stato, con ogni mezzo, ha il dovere di difendere e tutelare questo sacrosanto principio costituzionalmente garantito.
                 Antonio Stasi
 Coordinatore Forza Italia Giovani Rossano