
non appena la vittima lo affiancava con la propria vettura si sporgeva dal finestrino e la colpiva con una canna di gomma con all’estremità un innesto di metallo, simulando l’urto del proprio specchietto retrovisore. Dopo essere sceso repentinamente dalla macchina, bloccava il veicolo del malcapitato al quale chiedeva il risarcimento del presunto danno, suggerendo di liquidare sul posto quanto a suo parere dovuto, senza ricorrere all’assicurazione. Interveniva immediatamente sul posto personale della Polizia di Stato che era appostato nelle vicinanze proprio perché attenzionava da tempo questo fenomeno. R.F. veniva quindi denunciato, in stato di libertà, per truffa.
