PER UNA CALABRIA EQUA E SOLIDALE, FUORI DALLE SOLITE LOGICHE DEI PARTITI CHE L’HANNO PORTATA AL DISASTRO.

Il Polo Civico per la Calabria non siederà al tavolo con il PD, come faranno altre forze politiche invitate a dialogare per trovare una via comune per le prossime elezioni regionali.
In comune non ci può esser niente, nel progetto di risanare la Calabria, con il PD e gli altri partiti che hanno devastato la Calabria, impoverito i calabresi, distrutto la Sanità, svenduto a interessi e carriere personali i diritti dei cittadini più maltrattati d’Italia.
Per alcuni il problema delle elezioni è come vincere, non importa con chi, non importa per fare cosa; per qualche altro è un’ossessione egocentrica: io, io, io, purché io, non importa con chi, per fare cosa.
Il Polo Civico per la Calabria nasce con un progetto: risanare la Calabria, ripulirla dal marcio che l’ha ridotta in queste condizioni, restituire ai calabresi i diritti rubati. Per questo, il Polo Civico per la Calabria ha proposto a chi voglia condividere questa ambizione civile che prima si definisca cosa fare e poi si parli di nomi. La tragedia dei calabresi non è sostituire un presidente, ma cambiare la propria storia, recuperare dignità e diritti: gli uomini al servizio di un programma che restituisca il maltolto a una comunità, non una comunità che affermi la predominanza di un partito o un altro (l’alternanza centrodestra-centrosinistra ha prodotto, senza distinzioni, la desertificazione umana e civile della regione); non una comunità al servizio delle ambizioni di qualcuno, che saranno pur legittime, ma non possono precedere e addirittura ridurre il confronto elettorale alla vittoria di Tizio o Caio. Tantomeno ci si può schierare con chi ha violentato la Calabria, non ha mai difeso i suoi diritti e le sue ragioni, l’ha sacrificata agli appetiti delle regioni più forti, sostenute dai partiti nazionali al loro servizio. Dov’è la difesa della Calabria e del Sud dallo scempio predatorio della Autonomia differenziata? Dove la difesa dal furto delle risorse assegnate all’Italia dall’Europa con il Recovery Fund e dirottate al Nord dal governo più meridionale (e servile) di sempre? Come si può pensare di allearsi in Calabria con il peggiore PD d’Italia (e il centrodestra non è da meno: indistinguibili)? Che senso ha sedersi allo stesso tavolo con i demolitori, se ci si propone quali ricostruttori? O peggio ancora porre come condizione, sfumata o no, una propria candidatura, come dire che il PD è cattivo se candida Caio e buono se sceglie Tizio? E la Calabria, i calabresi, dove sono, in questa orgia di poteri terrorizzati dalla paura di essere spazzati via e di arrampicatori in cerca di una poltroncina ad ogni costo?
Il Polo Civico per la Calabria forse non ha capito cos’è “la politica” (se intesa in quel senso). E manco la vuole capire: proponiamo un programma e per l’attuazione di quel programma saranno, insieme, individuate le persone più adatte. A nessuno si chiede di rinunciare alla proprie ideologie, alla propria identità, a nessuno si chiede di appiattirsi su una logica di partito: solo di condividere un piccolo elenco di cose da fare, un progetto di Calabria da aggiustare, escludendo alleanze palesi o camuffate con chi l’ha ridotta così. Cose scritte nel manifesto del Polo Civico per la Calabria.
Attorno al nucleo iniziale dei Movimenti 24 Agosto per l’Equità Territoriale e 10 Idee per la Calabria, quindi, va delineandosi il volto della Calabria che vuole rinascere a partire dal basso e cresce giorno per giorno, con l’adesione di movimenti, associazioni, comitati che condividono il percorso “prima il programma, poi i nomi”. Altri hanno scelto strade diverse, anteponendo la propria ambizione o la ricerca di un ruolo di comparsa alla corte del PD o dei partiti di destra colpevoli del disastro-Calabria.
Le porte del Polo Civico per la Calabria sono aperte agli onesti e delusi dai partiti demolitori, ma solo se disposti a confluire con liste che nulla hanno in comune con quei partiti, per battersi contro di essi. Il gioco della democrazia dice: “quando la tua libera scelta si rivela sbagliata e le promesse sono tradite, cambiare la scelta è giusto”.
Il Polo Civico per la Calabria vuole essere strumento e occasione per tornare a credere che non è vero che “tanto, poi si sa come vanno le cose”. Le cose vanno come vogliamo, se ci crediamo. Ci guidino due frasi di Paolo Borsellino: «Palermo non mi piaceva. Per questo la amo». E la sua meravigliosa profezia da cittadino esemplare, convinto, illuminato: «Un giorno, questa terra sarà bellissima». QUEL GIORNO È ADESSO.

Polo Civico per la Calabria.