L’esito delle recenti elezioni regionali ci offre lo spunto per qualche riflessione che vorremmo trasmettere al nostro pubblico di affezionati cittadini animati da buone intenzioni che con noi stanno condividendo un percorso difficile ma possibile. Un percorso che, al contrario di altri, ha una meta che è nelle nostre mani, che è positiva e che, in poche parole, dipende esclusivamente da noi.

Affinché l’Appello a dare forza alla proposta di Fusione dei Comuni di Corigliano e Rossano, già inoltrato orsono quasi 12 mesi vada a buon fine avendo registrato una grande partecipazione della cittadinanza attiva, quindi associata nonché della totalità dei nostri Candidati locali eletti e non eletti, diamo qui di seguito e in breve sintesi le ragioni per cui vi è l’interesse e pure l’urgenza che la FUSIONE si faccia e presto.
INCLUSIONE-ESCLUSIONE
Lo stiamo toccando con mano che il problema che si pone ai singoli e alle famiglie è sempre più quello della sopravvivenza che significa (oggi più di ieri) avere a disposizione i mezzi per mangiare, avere un’abitazione, un’istruzione, una tutela sanitaria e una pensione tutte cose che fino a qualche anno fa sembravano un meta conseguita da gran parte dei cittadini, persino al Sud. Tale “meta”, nella Società moderna, poggia su due cardini principali: la Democrazia e il Lavoro. La tutela della prima è dello Stato, quella della seconda appartiene al Popolo organizzato e l’equilibrio tra l’una e l’altra dà la misura, a ciascun individuo, di quanto si possa sentire INCLUSO o ESCLUSO dalla Società. Nel nostro Territorio, per limitare il discorso al NOI, il numero degli esclusi tende ad aumentare paurosamente e il guaio è che anche nel resto del Paese vi è un’uguale tendenza e ciascuno se ne rende conto.
VOTO-NON VOTO
L’esternazione tangibile di questo fatto l’abbiamo avuta in questi giorni che si è fatta campagna elettorale e che si sono analizzati i voti. Chi ha diretto il “circo” del voto sa benissimo che la platea dei votanti si sta riducendo sempre più (per sfiducia) e si dirige più verso il 30 che verso il 50%, aggiungendo al numero dei NON votanti (mai stato così basso) la percentuale delle schede votate bianche o nulle. In poche parole hanno votato solo coloro che erano motivati per uno o l’altro degli schieramenti e al loro interno, dei candidati più forti (cioè i tifosi). Gli altri sono rimasti a guadare sdegnati. Nessuno spazio o quasi per il voto di Opinione, cioè Libero e per i candidati cosiddetti di Bandiera. Una vera lotta al coltello.
POTERE-NON POTERE
Ciò vuol dire che questa lotta per conseguire il potere e/o per essere vicino ad esso e trarne così beneficio personale, familiare o di gruppo (come accade per medici e sanitari in quel sistema per fare solo un esempio) e quindi per sopravvivere, essere garantito, passa per ottenere il Lavoro o conservarlo. Infatti il solo modo di massa per essere e sentirsi “inclusi” è avere un impiego, meglio se pubblico, meglio se a tempo indeterminato. Oppure conseguire nel settore privato, commesse, incarichi e quant’altro che in massima parte e soprattutto al Sud vuol dire una cosa sola: pubblica amministrazione e il suo Potere. Ecco perché la lotta fra territori è diventata una lotta per i Poteri Amministrativi e Dirigenziali. Ecco perché da molti anni si è scelto di dare Lavoro solo in certe aree e solo in cambio del voto a favore di qualcuno che vive al “centro” e sfrutta la “periferia”. Quindi Noi siamo “periferia” ma costituiamo per chi “comanda” un pericolo se avessimo in animo di ambire a diventare “centro”. Oggi lo hanno capito in molti che questo territorio NON è stato scelto per Amministrare il Potere ma solo per subirlo e così restare per sempre “periferia al servizio”. Con chiunque si sia parlato in campagna elettorale, tutti avevano la consapevolezza di una regia nella scelta dei candidati in maniera che nessuno o quasi di questo Territorio restasse eletto. Il quasi, infatti è stato il risultato finale affinché qui non si sia padroni di se stessi ma servi utili ad altri che si sentono in diritto di toglierci tutto anche la dignità così come si è verificato  con le Aziende sanitarie prima e con il Tribunale dopo e se non reagiremo si passerà a toglierci anche la possibilità di sopravvivere.
FUTURO-NON FUTURO
Il nostro futuro di Democrazia e Lavoro, quindi, è in serio pericolo nonostante che siamo da sempre il Territorio più ricco della “povera” Calabria; nonostante che abbiamo la massima concentrazione di abitanti della “desertificata” Calabria; nonostante che siamo dotati del miglior rapporto territoriale tra costa, pianura, collina e montagna della “consumata” Calabria e infine che abbiamo la maggiore e più rilevante concentrazione di beni ambientali e culturali della “incolta” Calabria. Nulla sembra smuovere il nostro declino.
Però, attenzione! perché oggi più di ieri, a dispetto di tutto quanto di negativo ci è accaduto e ci sta accadendo (impoverimento e discriminazione) c’è che la Legge (ovvero la chance o se preferite l’occasione futura) è dalla nostra parte, nel senso che se volessimo usare il Potere a nostro vantaggio e non a quello di altri territori, noi lo potremmo fare costruendo un Futuro di Democrazia e Lavoro perché le nuove norme sul decentramento e sulla finanza pubblica ci sono favorevoli, sol che le sapessimo/volessimo sfruttare. E quali sono: la legge Del Rio sulla riorganizzazione territoriale della pubblica amministrazione e quella in progetto presso il Ministero diretto dalla Madia in materia di riordino della pubblica amministrazione nonché il recente Patto di Stabilità. Tutti questi provvedimenti e altri ancora vanno nella direzione di dare più Potere a chi concentra la propria azione, si unisce con altri, razionalizza l’uso delle risorse, risparmia ed investe nei settori produttivi e culturali.
Per ironia della sorte i nostri “avversari territoriali” per ragioni diverse, non hanno le condizioni per fare nulla di tutto ciò. Non lo possono fare i cosentini e rendesi; non lo possono fare i paolani; non lo possono fare i castrovillaresi e né i crotonesi che chiudono il cerchio territoriale che in questi decenni ci ha soffocati e che ha avuto a disposizione  molti più denari e risorse di quante ne abbiamo avute noi che man mano siamo arretrati rispetto a loro.
Pertanto se vogliamo salvarci, quindi includerci e non escluderci dai processi di valorizzazione, dobbiamo compiere i passi giusti riprendendoci ciò che ci è stato tolto e potendo così costruire il nostro Futuro e non subirlo, com’è avvenuto in passato e avviene tuttora. Vi pare una guerra tra poveri? Un ragionamento arrogante? Si, forse lo sono entrambi  come le dispute tra abitanti di quartieri che non hanno i servizi e quelli che li hanno; come le Regioni senza e quelle con le risorse; come le Nazioni ricche e quelle povere. La differenza sta nelle scelte e nei risultati. Noi sibariti abbiamo scelto male e di questo passo saremo sempre più emarginati e i nostri figli sempre più poveri, privati come sono di una grande Città, di un “Centro” che li protegga quindi da contrapporre alla “Periferia”. Noi questa grande Città la dobbiamo fare anche a dispetto di una tal politica che la teme per cecità avendo giocato per decenni a dividere invece che unire ciò che sarebbe stata collocata tra la sessantesima e la settantesima Città d’Italia e la terza di Calabria.
FUSIONE O DISPERSIONE
In definitiva se i Consigli Comunali di Corigliano e Rossano faranno le due Delibere di recepimento dell’Appello per la Fusione depositato dal Comitato delle 100 Associazioni a gennaio scorso, partirà, presso la Regione il procedimento d’ipotesi di Fusione delle nostre due popolazioni che potranno saltare da scarsi 40 mila ciascuna a oltre 80 mila abitanti residenti. All’esito potremo così cominciare a progettare il COME CIÒ avverrà in vista del Referendum con il quale ciascuno di noi potrà dire SI o NO a quel Progetto. Ma, attenzione! anche qui, che nel frattempo potrebbe accadere che in virtù dell’avvio di quel processo cui i Governi centrale e regionale annettono attenzione e significato innovativo, non si ottenga da subito l’Area Vasta e con essa l’Azienda Sanitaria e l’avvio dei lavori dell’Ospedale Nuovo; il potenziamento dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS, dell’INAIL, delle Forze dell’Ordine, il ripristino del Tribunale, gli investimenti nei trasporti e nelle infrastrutture … e, con essi, molto più Lavoro e più Democrazia.
 
Quindi
Assemblea Generale
“Tutti Insieme Per La Fusione”
Martedì 9 Dicembre Ore 19,30
Auditorium “A. Amarelli”
 Ss 106 C/Da Amarelli
Area Urbana
Corigliano Rossano