Gli imprenditori  lanciano un appello al Sindaco e al Consiglio comunale di Corigliano affinché, dopo la ”pausa di riflessione”, avviino il processo di fusione con il Comune di Rossano la cui Amministrazione ha già deliberato il suo assenso. È la conclusione di un articolato documento, approvato da un’assemblea largamente partecipata degli imprenditori del territorio di Corigliano e Rossano, svoltasi nella sede dell’impresa Metalprofil, in Zona Industriale di Corigliano,

coordinata  dall’ospitanti Franco De Pasquale e Antonio Monaco, da Amerigo Minnicelli e dagli altri referenti del ”Comitato 100 Associazioni per la Fusione di Corigliano e Rossano”, promotore dell’iniziativa e del progetto riguardante i due Comuni. Secondo gli imprenditori, due i criteri che dovrebbero essere alla base della fusione, condizione necessaria per la realizzazione partecipata e consensuale dell’Ente di ”’Area Vasta” che comprenda il Basso e l’Alto Ionio: demografico e sviluppo economico.  La razionalizzazione della macchina amministrativa, ovvero le ”economie” che deriverebbero dall’integrazione degli organici legati a funzioni e servizi comuni, si accompagnano alla ”contribuzione”  decennale, prevista dalle norme vigenti, nazionali e regionali,  ”liberando”, dunque, risorse per gli investimenti, lo sviluppo, la crescita e l’occupazione.  Ma se questo e’ il traguardo, a giudizio degli imprenditori, vanno date indicazioni precise circa le varie tappe attraverso le quali il ”processo di fusione” si realizza. Il ”quadro completo” di finanza pubblica (ivi compreso il valore del patrimonio demaniale), va accompagnato da un vero e proprio ”piano industriale” che partendo dalle ”risorse esistenti”, con riferimento particolare alla ”natura” delle imprese e alle infrastrutture, individui  come  far ”crescere” le prime implementando le seconde.  Energia, trasporti ed innovazione con particolare riferimento a quella digitale e della banda larga, sono il ”combinato disposto” per fare uscire dalla crisi le imprese, alzare il tasso di sviluppo del territorio e concorrere ad alleviare la ”piaga sociale” dell’alta disoccupazione, in particolare giovanile. Di qui la necessità, secondo quanto affermano gli imprenditori,  dell’implementazione delle infrastrutture esistenti, con riferimento particolare al riuso ecocombatibile della Centrale Enel Rossano, ad una ”accentuata proiezione Mediterranea” dell’area portuale di Corigliano con le relative ”ricadute” positive” per quella turistica dell’area di Sibari ed in prospettiva di quella di Rossano e dal potenziamento della marineria di Schiavonea. L’implementazione in metropolitana di superficie, dell’attuale rete ferroviaria che da Crotone (e Catanzaro) porta a Sibari ed oltre,  ”affacciata” su chilometri di spiagge che, se attrezzate, diventerebbero ”fonte” di crescita per le imprese turistiche, si potrebbe avvalere anche della realizzazione di un’area aeroportuale adeguata che serva la domanda turistica diretta verso il cosentino, la Basilicata e la bassa Campania oggi tagliate fuori nonostante grandi e valide offerte nel campo. Un ”piano industriale”, sostengono gli imprenditori, dovrà avere una prospettiva ”glocal”, concorrere alla crescita locale ma in un quadro che sia ”globale”: il nuovo Ente, risultato della fusione, nonché  la propensione all’Area Vasta”,  sarà una realtà locale di dimensioni territoriali e di potenzialità economico-infrastruttutali tali da  chiedere ed ottenere di far parte, nelle forme istituzionali attribuite alla Regione Calabria, della Macroregione Adriatico-Ionica, di cui la Commissione Europa ha già approvato la strategia con il relativo Piano d’azione e di lavoro  che sarà ”coperto” dalla nuova programmazione dei fondi strutturali 2014-2020. La partecipazione alla ”Macroregione” significa ”fruire” delle opportunità che riguardano la strategia dell’economia marittima messa in atto: ”crescita blu”, connettività terra-mare, protezione dell’ambiente e turismo sostenibile, tutti settori funzionali al nostro territorio. Significa anche  fruire delle opportunità che derivano dall’innovazione, in particolare dalla banda larga che permette servizi strategici per il tessuto imprenditoriale nella zona ma anche per cittadini, utilizzando sinergie e risorse di un contesto più ampio, in particolare europeo. Per questo le iniziative fin qui portate avanti hanno trovato un riscontro positivo con l’azione di Governo messa in campo in tema di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, dei suoi servizi, in primo luogo di quelli finanziari.
 
“Comitato 100 Associazioni per la Fusione Corigliano-Rossano”
Area Urbana-Zona Industriale Corigliano Cal., lì 26 marzo 2015