Le tesi accusatorie dell’ex Procura della Repubblica di Rossano hanno retto. Il processo, definito all’udienza dello scorso 27 aprile davanti al Giudicie Dott. Grimaldi nelle forme del giudizio abbreviato, si è concluso con venticinque condanne e un’assoluzione. Le indagini partono dal novembre del 2011, quando i Carabinieri di Rossano tentano si fare piena luce sul tentato omicidio di Antonio Manzi detto “Tom Tom” avvenuto nel 2011 a Torre Pisani e sulla morte per overdose del giovane Roberto Tedesco.

Si apre così un’intensa attività di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, appostamenti, sequestri e localizzazioni degli apparecchi telefonici attraverso l’individuazione del ponte radio o “cella” di volta in volta agganciati dagli apparecchi telefonici nel corso delle varie comunicazioni al fine di localizzare le zone dalle quali partivano le telefonate.
Gli inquirenti vogliono risalire a mandanti ed esecutori materiali.
Si scopre invece un mondo sottostante inquietante: il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, dei furti, delle ricettazioni, delle rapine e del porto illegale di arma da fuoco.
L’arco temporale sondato è il biennio 2011-2012.
L’area interessata dai traffici illeciti è la solita: Rossano, Corigliano e Cassano.
La compravendita derivante dallo spaccio ed i furti sono la principale fonte di sostentamento degli indagati, alcuni dei quali si avvalgono finanche del supporto dei minorenni.
Le indagini tuttavia hanno richiesto un particolare impegno se non altro per il fatto che i soggetti caduti nella rete investigativa sono ritenuti dagli inquirenti molto scaltri, soprattutto nell’utilizzo del linguaggio utilizzato nelle conversazioni telefoniche riguardanti lo spaccio di sostanze stupefacenti.
La banda aveva in sostanza messo in piedi con il tacito assenso della criminalità organizzata locale una vera e propria industria del malaffare.
Tra gli arrestati, molti i rossanesi coinvolti in questa indagine, tra cui Antonio Calarota, il cognato del presunto boss Nicola Acri.
L’operazione prende il nome di “Carambola” perché la “roba” veniva qualificata come “stecche”.
All’esito delle indagini, condotte dai P.M. Simona Rizzo e Vincenzo Quaranta,   nel novembre 2013 venivano sottoposte alla misura della custodia cautelare in carcere undici indagati ed altri otto venivano sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Anche la fase dell’esecuzione delle misure cautelari, vedeva impegnati i militari del Comando provinciale di Cosenza e gli uomini della Compagnia dei Carabinieri di Rossano, all’epoca retta dal Capitano Panebianco.
  
Veniva sottoposto a custodia cautelare in carcere anche il coriglianese Veronese Pasqualino per i reati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, furto in un esercizio commerciale, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale, ma questo è stato l’unico tra gli arrestati ad essere poi completamente assolto dal Tribunale in totale accoglimento delle richieste avanzate dall’Avv. Pasquale Di Iacovo.
Altri 25 imputati sono stati invece condannati con pene comprese tra  i 4 mesi e i 5 anni di reclusione e difesi dagli Avvocati Ettore Zagarese, Giovanni Bruno, Antonio Sanvito, Ersilia Minisci, Antonio Pucci, Andrea Salcina, Vincenzina Mazzuca, Rosetta Rago, Giuseppe Zumpano, Giovanni Zagarese, Francesco Nicoletti, Andrea Accoti, Giuseppe Vena, Franco Oranges, Maria Giovanna Greco e Barbara Servidio.  
Di seguito si riportano dettagliatamente le condanne.

ACCROGLIANO’ Domenico – Mesi 10 di reclusione                                        
AIELLO Simone – Mesi 6 di reclusione
BROGNERI Anthony – Anni 2 di reclusione                                                
CALAROTA Antonio – Anni 1 di reclusione
CARUSO Antonella – Anni 4 e Mesi 2 di reclusione                                             
CATALANO Agostino – Mesi 9 di reclusione
CRUCELI  Vito – Anni 5 di reclusione                          
DE FRANCO Cosimo Damiano – Anni 2 e Mesi 4 di reclusione
FRAGALE Giovanbattista – Anni 1 di reclusione                                           
GAVIANO Marco – Anni 2 e Mesi 6 di reclusione
GUIDO Serafino – Anni 4 e Mesi 2 di reclusione                         
IAPICHINO Giuseppe – Mesi 4 di reclusione
LA BANCA Antonio – Anni 2 e Mesi 6 di reclusione                    
MANZI Alessandro – Anni 3 e Mesi 9 di reclusione
MANZI Pierpaolo – Anni 4 di reclusione                                      
MORELLO Gaetano – Anni 4 e Mesi 2 di reclusione
POMETTI Mauro Salvatore – Anni 5 di reclusione                                         
RIZZO Natasha  – Mesi 6 di reclusione
RUFFO Alfonso – Anni 2 di reclusione                                  
SAPIA Maria Achiropita – Anni 1 e Mesi 4 di reclusione
SCARLATO Serafino – Anni 5 di reclusione                                                      
SCHIAVELLI Loris – Anni 3 di reclusione
SCURA Giovanni – Mesi 4 di reclusione                                                  
SOLFERINO Guglielmo – Anni 5 di reclusione
TOCCI Andrea – Anni 3 e Mesi 6 di reclusione                                                            
VERONESE Pasqualino – Assolto

Giacinto De Pasquale