Si vergognino i paladini del nulla, figli della politica che ha messo in ginocchio la Città   Leggere e rileggere le stupidaggini macroscopiche di qualche rappresentante di minoranza, affacciatosi troppo presto al mondo della politica, bypassando lo scernimento di quella militanza che gli avrebbe consentito quantomeno di imparare il rispetto per le Istituzioni, suscita un forte sussulto di indignazione e rabbia.

L’insolenza nel voler scaricare su questo Esecutivo gli effetti di una crisi epocale, di cui questo territorio è stata una delle principali vittime, è un atto politicamente scorretto e irrispettoso. Soprattutto nei confronti di chi, quotidianamente, governa questa Città con dignità e onesta. È facile, oggi, ergersi a stratega del bilancio delle casse pubbliche se si è figli diretti di quella classe dirigente che fino a cinque anni fa, in tempi economicamente più rosei, ha gestito l’Ente scialacquando risorse pubbliche e costringendo questa Amministrazione comunale ad avviare un lungo percorso di risanamento delle finanze cittadine. Con un passivo accertato di oltre 19milioni di euro. Bisognerebbe solo vergognarsi! A spendere e spandere basta poco, a fare i “mastroccoli” ancora meno. E qualcuno, o chi per lui, ha dimostrato di essere davvero un guru in queste due pseudo virtù. È un tantino più difficile, invece, risanare le casse ed essere parsimoniosi, così come stiamo facendo da quattro anni a questa parte. Per di più in un regime economico e tributario imposto da un Governo centrale canaglia, amico di qualche inesperiente capogruppo, che ha scaricato sui Comuni una valanga di tasse da esigere ai cittadini. Per non parlare, poi, delle bugie e delle castronerie macroscopiche raccontate ancora una volta ai cittadini – che nel 2011 hanno dato una bocciatura sonora a questo modo di intendere la politica e l’amministrazione pubblica – dal consigliere democratico che, erigendosi a novello paladino della Patria, si è detto addirittura pronto a tendere una mano ai cittadini rossanesi per uscire dalla fanghiglia. Ma di quale immaginario pantano parla? Forse di quello in cui ha lasciato la Città la precedente Amministrazione di centro sinistra e dalla quale, con tanta abnegazione, stiamo portando fuori? Ma vogliamo, ancora una volta, smontare nei fatti le congetture astruse di chi fa politica in modo evidentemente approssimativo e improvvisato, con la pretesa di voler infangare ingiustamente l’operato di questa Amministrazione comunale. Che, nonostante il taglio del quasi il 50 percento dei trasferimenti rispetto al 2009 – e si parla di milioni di euro -, non ha aumentato le tasse esistenti se non quelle direttamente collegate al concorso di altri Enti. Come la tassa sui rifiuti che, sicuramente e non per volontà nostra ma a causa del precedente Esecutivo regionale che ha applicato le tariffe e dell’attuale che le ha mantenute, ha avuto un rincaro. O come l’Imu sui terreni agricoli: un’imposta voluta e applicata dal Premier Matteo Renzi, in un contesto di enorme disagio per gli agricoltori del territorio, per correre ai ripari rispetto alle sciagurate conseguenze economiche causate dal suo stesso Governo. Di cui, il capogruppo consiliare del Partito democratico, si è ritrovato convinto sostenitore. Da parte nostra abbiamo cercato di gravare il meno possibile sulle tasche dei cittadini. Non abbiamo applicato la Tasi, un’altra tassa dalle specifiche aberranti imposta dal solito Renzi. E lo abbiamo fatto per scelta perché avremmo potuto anche adottarla con sicuri giovamenti per le casse dell’Ente. Ma il nostro senso di responsabilità è stato più forte. Più forte proprio per far fronte a quel risanamento delle finanze cittadine, messe in ginocchio dalle miriadi di spese inutili e non onorate e scelte scellerate effettuate sotto la gestione di centro sinistra. Certo, è un cammino ardito e non facile, che richiede sacrifici, ma che sicuramente ci porterà ad uscire da quella fanghiglia melmosa creata dalle stesse persone, con profili anagrafici differenti, che oggi vogliono ripresentarsi alla cittadinanza vestiti di un’improbabile purezza.