Apprendiamo da fonti giornalistiche che, il 24 Febbraio u.s., la Camera dei Deputati ha definitivamente approvato la legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Lo scorso anno, pubblicamente, abbiamo affrontato con cura e parsimonia la tematica quest’oggi oggetto di analisi esultando con gioia per il cambio della rotta a favore dei cittadini e di tutti coloro i quali hanno patito palesi errori giudiziari.

La nuova legge, approvata con 265 voti favorevoli, andrà a sostituire la Vassalli del 1988 la quale, tra le principali novità introdotte, prevede: l’ampliamento della possibilità di ricorso per il cittadino; l’innalzamento della soglia economica di rivalsa fino a metà stipendio; il superamento del filtro e obbligo di azione in caso di negligenza grave.
Orbene, entrando nel merito della questione, stigmatizziamo con vigore il permanere del famigerato principio della responsabilità indiretta il quale prevede la richiesta di risarcimento del danno direttamente allo Stato con rivalsa successiva, di quest’ultimo, sul magistrato. Il cittadino, quindi, che ha subito un danno ingiusto da parte di un magistrato potrà avanzare richiesta di risarcimento esclusivamente allo Stato entro due anni e fino a un massimo della metà di un anno di stipendio.
A tal uopo, una serie di domande sorgono spontanee: come mai questo esecutivo ha intenzionalmente lasciato immutato il principio della responsabilità indiretta? Come mai questo esecutivo non ha inteso strutturare la diretta rivalsa nei confronti dei magistrati? Come mai questo esecutivo, ancora una volta, ha di proposito creato una sfera di cristallo a favore dei magistrati?
La risposta a tali quesiti è semplice e diretta: l’attuale esecutivo ha ancora una volta svilito e depauperato quell’assunto ampiamente e interamente cristallizzato all’art. 24 della nostra Carta costituzionale e, specificatamente, il quarto comma il quale recita: “…La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari…”.
Ebbene, sostanzialmente, questo quarto comma è stato svuotato e tradito da un esecutivo dedito più a tutelare una casta che, irresponsabilmente, tende ad applicare un sistema giudiziario più inquisitorio/persecutorio che accusatorio. La nostra analisi, ovviamente, non deve essere travisata o interpretata in un senso errato poiché, di certo, non ci ergiamo a promotori di una stolida caccia alle streghe anzi, tutto al più, ne ravvisiamo una mera questione di giustizia sociale a difesa di quei cittadini onesti i quali hanno patito e continuano a patire marchiani orrori giudiziari.
Forza Italia Giovani Rossano, in conclusione, stigmatizza in toto il contenuto della nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati e, precipuamente, il permanere del principio sulla responsabilità indiretta. La negazione di una giusta giustizia equivale alla decapitazione di un diritto fondamentale e alla legittimazione di una giustizia fai da te.
    Forza Italia Giovani Rossano
        – Dott. Antonio Stasi –