La lista Mascaro e’ capofila della speculazione edilizia.
Il trasversalismo, gli accordi tra aree di diverse estrazione politica, questa sembra essere la vera novità di questa campagna elettorale rossanese. Ci sono almeno tre liste importanti una di sinistra una di centro-centrodestra e l’altra di destra che si ispirano a questa logica e che sono destinate a dettare legge nella campagna elettorale in corso . Ci sono poi altre liste a destra, ciò che resta del vecchio centrodestra, spaccato ulteriormente in due, e ci sono poi due liste nuove guidate da due giovani pieni di belle speranze, che si collocano su una linea di opposizione al sistema politico attuale rossanese.

La battaglia è iniziata con la caduta del sindaco Antoniotti, ad opera di un gruppo di consiglieri diversi dei quali attivamente impegnati nelle elezioni oggi: il vero motivo della caduta dell’ex sindaco, a nostro parere è la chiave per capire in quale direzione vuole muoversi la politica di Rossano. L’amministrazione Antoniotti che rappresentava il centrodestra ha cominciato a scricchiolare non solo per una manifesta debolezza nel guidare le sorti del comune, ma soprattutto quando il PSA, PIANO di sviluppo associato si è fermato nel senso che la spinta che voleva imprimergli l’assessore all’urbanistica competente verso uno sviluppo più ecosostenibile, si è interrotta, perché non incontrava più il consenso né della giunta in carica né della politica rossanese. Questo piano ridisegna l’assetto futuro di Rossano che il vecchio PRG non è più in grado di smuovere. Gli speculatori e molti politici attualmente presenti in campagna elettorale vogliono che questo piano metta a sviluppo edilizio una gran parte di aree che nel piano regolatore sono agricole o non edificabili per vari motivi . Sono terreni dove in parte ci sono già zone urbanizzate, ma per il resto sono aree agricole uliveti anche storici, e zone non edificabili. Gli speculatori vorrebbero che molte aree agricole diventino nel PSA aree edificabili riunendo in un certo senso l’edificazione di Rossano Scalo per quanto si è allargata fino al mare di S. Angelo, Torre Pinta, Momena, fino al Cino piccolo almeno, e forse anche una parte di Galderate. Sono terreni dove oggi dominano gli uliveti, e sui quali invece sarebbe opportuno realizzare un parco degli ulivi urbano, come pure voleva fare l’assessore dimissionario della giunta Antoniotti. Questo è il vero nocciolo , il vero piatto su cui gli affaristi e molti politici vorrebbero mettere le mani e partecipare ad un banchetto che potrebbe durare molti anni. Perché questa operazione possa avere seguito è necessario che queste aree siano escluse da qualunque vincolo di tipo statale o regionale: a questo ha provveduto il PAI, piano di assetto idrogeologico coordinato da Tonino Caracciolo, che ha escluso tutti questi terreni da qualunque rischio di alluvione, cosa per la verità un po’ strana essendo queste zone attraversate da molti torrenti e alcune anche allagate durante la recente alluvione. Ora c’è una lista che aspira a guidare la città, e che sta lavorando in maniera trasversale ,spesso sottotraccia per accaparrarsi il maggior numero di voti. Prima ha imbarcato tutti i vecchi consiglieri della ex maggioranza, poi ha aggregato altre forze che hanno interessi diretti nella speculazione edilizia o potrebbero averli. Si tratta di un’operazione ,molto rischiosa per la città di Rossano, perché la si consegnerebbe in mano a gente senza scrupoli che ha dimostrato in altre occasioni di avere a cuore solo gli interessi personali. L’on. Graziano per la verità è nuovo nella politica rossanese, ma le forze che sostengono apertamente o che sono disposte a sostenere questa lista in maniera subdola sono molto ampie e trasversali. Insomma se Mascaro (che è persona rispettabile) dovesse veramente diventare sindaco di Rossano avremmo consegnato la città in mano alla speculazione edilizia che vuole mettere le mani sul nuovo piano regolatore in modo da impostare in maniera speculativa la gestione di molte aree oggi agricole per un periodo di almeno quindici-venti anni. Io non sono preliminarmente contro né le case, né i servizi, né gli alberghi. Ma in questo caso noi abbiamo un PSA che si basa sul PAI che dice che le zone che questa estate sono state alluvionate non corrono nessun rischio. Cioè abbiamo degli strumenti di difesa del territorio dal rischio idrogeologico che sono inefficaci e poco veritieri. Quindi, secondo me, prima di mettere mano a qualunque trasformazione del PSA, occorre uno studio di dettaglio dei rischi alluvionali che corre la città, la creazione di ampie fasce di rispetto dai corsi d’acqua, esattamente come prevede la legge, cioè almeno i 150 metri dagli alvei. Questo studio comunale di difesa dai rischi idrogeologici, deve diventare cogente nel PSA. Poi occorre orientare il PSA, non verso una generica crescita urbanistica( come vorrebbe la speculazione ) , ma verso una crescita turistica della citta. E quindi questo strumento deve essere ridiscusso da tutti i cittadini, le associazioni, in modo che si trovi il giusto equilibrio nel rispetto della natura, e nella creazione di strutture turistiche al servizio della valorizzazione delle risorse della città, il mare, il codex purpureus, la montagna. Ora il mercato edilizio è fermo, per cui è assai difficile che si riprenda se non cambiano le situazioni generali economiche, perché la gente non ha soldi per comprare case, nonostante i prezzi si siano abbassati. e allora occorre ragionare meglio su cosa possa far riprendere dal punto di vista economico la nostra città. Io penso che la prima cosa sia il turismo, una politica integrata coil territorio per il rilancio turistico di Rossano, come ci ha suggerito anche il sindaco di Saracena, Albino Guagliardi, in visita nella nostra città. D’altra parte lo spazio per creare nuove aree urbanizzate anche verso Corigliano c’è tutto, anche se si rispettano i torrenti come la legge prevede, senza che ci siano pressioni per aggirare le normative vigenti. Quindi chi vuole costruire potrà farlo tranquillamente anche se si rispettano i vincoli idrogeologici. Che bisogno c’è di fare carte false o quasi per cambiare le regole di difesa del territorio e costruire case in aree che sappiamo già che sono potenzialmente a rischio? Vogliamo proprio che prima o poi ci scappi il morto? Inoltre c’è la questione Enel da chiarire e anche lì ci sono molte terre che potrebbero essere restituite alla città.
prof. FABIO MENIN