Considero il risultato delle votazioni comunali 2016 di Rossano, per certi versi rivoluzionario,o se si preferisce assai innovativo, soprattutto per le linee di tendenza che ha espresso, anche se nelle risultanze ufficiali del voto questa tendenza sembrerebbe offuscata. Cominciamo a vedere chi perde realmente. Il primo vero grande sconfitto è Geppino Caputo ridotto ai minimi termini che prende poco più di duemila voti. Egli rappresentava il fulcro, il garante della destra e , come avevamo previsto , la sua epoca è sostanzialmente finita dopo venti anni di incontrastato dominio, con la pausa dell’amministrazione Filareto .

L’eredità di Caputo viene divisa tra molti contendenti cioè Rapani, Antoniotti e Mascaro. Tra questi tre l’unico che viene personalmente un po’ premiato dagli elettori è Antoniotti che incassa 2620 voti cioè 430 più dei voti delle sue liste, e in questo ha canalizzato una protesta contro coloro che lo hanno fatto cadere prima della scadenza naturale. Ma formalmente chi va al ballottaggio sono Rapani e Mascaro, i quali però per arrivare a questo hanno dovuto compiere operazioni di alchimia politica piuttosto spinta, perché entrambi hanno dovuto imbarcare spezzoni della sinistra con due liste la prima Italia del Meridione di Antonello Graziano che ha preso più di mille voti( Confluiti per Rapani), e Mascaro la lista del Partito DEMOCRATICO che prende oltre 1700 voti. Non solo ma hanno dovuto approntare ben quattro liste riempiendole di candidati insignificanti , operazione che l’elettorato ha dimostrato di non gradire perché entrambi i contendenti prendono il primo Rapani ben 535 voti in meno dei voti delle liste e il secondo Mascaro che incassa quasi 1000 voti in meno delle sue liste. Gli elettori cioè sono stati costretti a votare candidati di parenti e amici, ma hanno penalizzato i candidati a sindaco con un grande voto disgiunto. Quindi questi due vanno si al ballottaggio con cifre superiori ai 4000 voti, ma entrambi sia da sindaco che da consigliere saranno ostaggio delle proprie liste. Questo mette un’ipoteca pesante sulla prossima legislatura che si preannuncia con un sindaco piuttosto debole politicamente e che assai facilmente andrà incontro a difficoltà via via crescenti. In sostanza la destra è divisa e non si vede per il momento nessuno che sia capace di ricompattare questa area che attualmente rappresenta ancora la maggioranza degli elettori rossanesi, anche se è in diminuzione. Infatti nel 2011 le liste di destra confezionarono circa quattordicimila voti e le liste di sinistra seimila, in queste elezioni le liste di destra dichiarata(escludendo quindi le liste di Antonello Graziano e del Partito Democratico) hanno raccolto quasi dodicimila voti mentre quelle della sinistra quasi 9000. Questo risultato di avanzamento delle liste di sinistra o comunque di opposizione al sistema è dovuto al successo di due liste emergenti la prima la lista di Flavio stasi che sfiora il ballottaggio per un centinaio di voti arrivando a sfiorare i 3900 voti ma soprattutto incassando ben duemila e duecento voti personali in più dei voti di lista. Questo significa che il vincitore politico di queste elezioni è lui, e bisognerà seguire con attenzione le mosse di questo personaggio , che si presenta attualmente come l’uomo del futuro politico della città. L’altra lista che ha raccolto consensi oltre il voto di lista è quella di Stanislao Acri e del movimento cinquestelle, che raccoglie seicento voti in più dei voti di lista che erano poco sopra i mille. Ora noi abbiamo notato durante lo svolgimento dei voti un aumento dell’affluenza dei giovani e una diminuzione delle famiglie di media età, il voto giovanile ha premiato queste due liste , ma soprattutto ha lanciato un personaggio politico nuovo nel panorama rossanese. Da non trascurare , ma sostanzialmente poco influente sulle dinamiche del voto , il ruolo di Tonino Caracciolo e delle sue liste che arrivano a quasi 2700 voti, cioè come si prevedeva non in grado di determinare l’orientamento generale degli elettori o anche della sinistra, che è andata a queste elezioni spaccata in diversi tronconi e in diverse aree politico-ideologiche.
Quindi questa tornata elettorale rappresenta un momento di passaggio nella vita politica cittadina, una vecchia classe dirigente sta per tramontare e ne sono espressione i due ex leader del passato Caputo e Caracciolo la cui pregnanza politica è al tramonto . Si metteranno da parte? Non lo si può dire per ora, il secondo Caracciolo potrebbe riservare qualche sorpresa alleandosi con qualcuno dei contendenti al ballottaggio, ma non sappiamo. Se così avvenisse allora anche l’altro competitor certamente cercherebbe alleanza con Antoniotti l’unico rimanente che potrebbe dichiararsi disponibile per alleanze di ballottaggio, dato che Caputo ha escluso questa eventualità in maniera esplicita. Ma se queste due liste si dovessero unire al ballottaggio con i primi due vincenti io prevedo che subiranno le sorti dell’amministrazione che nascerà, che sarà politicamente debole ed esposta a rischi di terminare prima della scadenza naturale . Qualcuno ha avanzato anche l’ipotesi di unioni tra i due contendenti dopo il ballottaggio, ma sarebbe la peggiore soluzione, perché due vincenti azzoppati ( perché puniti nelle preferenze personali dell’elettorato ) non fanno uno solido che sta in piedi. Ora l’altro dato che occorre mettere in evidenza è che i cosiddetti di “pacchetti di voti” cioè voti controllati in maniera clientelare hanno continuato ad influire pesantemente sulla scena politica rossanese ed è questa loro presenza che costituisce ancora attualmente secondo me il principale ostacolo ad un vero rinnovamento della politica rossanese, anche se il popolo premiando nel voto di opinione Flavio Stasi ha dimostrato una certa libertà da chi voleva ingabbiarlo. In ogni caso il futuro politico di Rossano è iniziato a queste elezioni e penso che nella prossima legislatura prenderà forma con un’opposizione assai agguerrita in consiglio comunale, e Rossano finalmente dispone di una vera opposizione in consiglio comunale che renderà la vita difficile a qualunque maggioranza e ci auguriamo informi i cittadini meglio di quanto è avvenuto finora su ciò che avviene nel comune e sul significato delle delibere spesso ignorate dalla cittadinanza.
prof. Fabio Menin

{jcomments on}