Antoniotti e Barone: Scura aveva assunto impegni chiari. Oggi i nostri ospedali sono a rischio
Sanità, chiedere subito un confronto al Governatore Oliverio per avere rassicurazioni che il prossimo Piano di rientro non provochi il declassamento dello Spoke di Rossano-Corigliano e, soprattutto, che il trasferimento del blocco di Chirurgia al Giannettasio non determini, così come si starebbe paventando, la diminuzione di altri posti letto nel nosocomio cittadino.

Il Commissario Scura nel giugno 2015, nel corso di una visita a Rossano, aveva assunto impegni precisi con l’allora Sindaco Antoniotti. Su tutti quello che il presidio non sarebbe stato assolutamente depotenziato. Anzi, considerata la sua posizione baricentrica nel territorio della Sibaritide, avrebbe dovuto assumere un ruolo maggiormente strategico nell’erogazione dei servizi ospedalieri e sanitari.

È l’appello che il Gruppo consiliare “Rossano Prima di Tutto”, a nome anche del movimento civico, rivolge al sindaco Stefano Mascaro chiedendo al Primo cittadino e all’assessore comunale alla Sanità Dora Mauro la convocazione di un incontro teso ad illustrare gli impegni e le promesse assunte, in sede di confronto, dal Commissario straordinario della Sanità in Calabria, Massimo Scura, con l’Amministrazione comunale lo scorso Giugno 2015, in fase di elaborazione del Piano di rientro.

Cogliamo con preoccupazione – dichiarano i consiglieri di RpT Giuseppe Antoniotti e Antonio Barone – le indiscrezioni che trapelano in merito al Piano di rientro dal debito sanitario della Calabria, redatto dal Commissario Scura con superficialità e senza tenere in debita considerazione le esigenze del territorio dell’Area urbana Corigliano-Rossano e della Sibaritide. Gli inspiegabili accorpamenti del distretto di Trebisacce allo spoke di Castrovillari, che sarà ulteriormente potenziato grazie alla prossima riapertura dell’ospedale Chidichimo, e del distretto di Acri allo spoke Rossano-Corigliano è una trappola vergognosa ordita ai danni di questo territorio. L’accordo Stato-Regioni, infatti, prevede che non possano essere istituiti più di due spoke nell’ambito di un dipartimento provinciale. Ad oggi in provincia di Cosenza esistono tre strutture complesse territoriali: Paola-Cetraro, Castrovillari e Rossano-Corigliano. È chiaro che una delle tre dovrà essere cancellata! E quella della Sibaritide, a causa della nuova geografia territoriale che si andrà a determinare, sarebbe quella con meno utenza. Dunque, il rischio c’è ed è reale. Anche perché – aggiungono Antoniotti e Barone – le promesse e le rassicurazioni di Scura sono carta straccia se non vengono ratificate dal Governo centrale. Così come raccogliamo con preoccupazione l’analisi precisa fatta nei giorni scorsi dal sindaco di Cariati, Filomena Greco, che ha evidenziato il disequilibrio di servizi e quindi nuovi ed ulteriori disagi che si paleseranno con la ridistribuzione dei due blocchi ospedalieri tra Corigliano e Rossano. Perché – precisano i Consiglieri comunali di RpT – anche in questo caso non è stata applicata una regola tecnico-oggettiva, ma ancora una volta sono emersi gli interessi politici territoriali. In quanto, così come abbiamo avuto modo di ribadire in passato e come ha richiamato lo stesso sindaco di Cariati, non ha alcun senso trasferire a Rossano il blocco chirurgico e mantenere la ginecologia ed il punto nascite a Corigliano. Ecco perché chiediamo al sindaco Mascaro di sollecitare da subito un incontro con il Governatore Oliverio per fare chiarezza su tutte queste anomalie che, nel prossimo futuro, potrebbero tramutarsi nell’ennesimo schiaffo al territorio e all’Area urbana. Dati e argomenti da portare all’attenzione della Regione ce ne sono a iosa e tutti passati, negli anni scorsi, attraverso il filtro del Consiglio comunale. Ad oggi non servono altre discussioni, non serve parlarsi nuovamente addosso né sperare che si possa avere un confronto pubblico alla presenza di Oliverio e Scura anche perché, a quanto pare, tra i due non corre buon sangue, e le ultime prese di posizione del PD regionale chiariscono questa guerra fredda. Viceversa è necessario agire e farlo subito, nelle stanze della Regione, nell’interesse della collettività. Ed il Sindaco – concludono Antoniotti e Barone – è deputato ad assolvere a questo impegno, assumendosene ogni responsabilità.