Il Presidente Onorario del MPV di Corigliano-Rossano, Avv. Luana Campa, è stata premiata nelle scorse settimane presso il Campidoglio per l’impegno nelle pari opportunità contro ogni forma di violenza. Di seguito un articolo sulla tematica delle “baby gang”, realtà presente in ogni territorio che necessita di essere monitorata.

“Il tema delle baby gang è tristemente scottante. È di poche ore la notizia che a Varese, un 59enne è stato aggredito da un gruppo di ragazzi tutti giovanissimi dentro un ristorante solo perché rimproverati per i troppi schiamazzi. L’uomo è stato colpito con violenza alla testa e ha riportato un profondo taglio al volto e la lesione del timpano. Subito dopo l’aggressione, il branco è scappato dal ristorante e sono stati chiamati i soccorsi. Per capire come si giunge a così tanta violenza, ne parliamo con l’Avvocato – Criminologa Luana Campa, Presidente Onorario del Movimento per la Vita CS e Direttore Scientifico dell’Associazione La Giusta Difesa, destinataria proprio in questi giorni del prestigioso Premio in Campidoglio “Donne D’Amore”.
” Assistiamo ad un aumento esponenziale negli ultimi anni del fenomeno delle baby gang, gruppi criminali formati da minori : ragazzi e ragazze violente che, a partire già dalla prima adolescenza, agiscono comportamenti prepotenti, che rifiutano ogni regola e che dimostrano una totale mancanza di empatia. La devianza minorile – prosegue Campa – non si manifesta solo in condizioni di rischio legate al contesto geografico o al livello socio-culturale. Anche un ragazzo perbene o di buona famiglia può far parte del branco e uniformarsi facendo cose che non ti aspetti. L’educazione al rispetto degli altri, al riconoscimento delle emozioni proprie e altrui, il pensiero critico è un processo che inizia quando un figlio viene alla luce e si costruisce giorno per giorno. Beccaria diceva che la famiglia è il luogo in cui si ferma il diritto; io direi che è il luogo in cui si ferma la civiltà! Tutto ciò che accade nel nucleo familiare – violenze, abusi, conflitti – si ripercuote, con gravi conseguenze, sui figli. Abbiamo costruito una società indolore, votata alla produzione performante e sempre meno capace d’insegnare l’integrità, i valori affettivi, l’amore. Eppure ciò di cui si ha più bisogno è proprio l’Amore : è una forza generatrice, maieutica, salvifica. Assistiamo a sempre più ragazzi con deficit di mentalizzazione, incapaci di mettersi nei panni degli altri e di riconoscerne gli aspetti umani. Nel momento dell’agito violento l’altro viene disumanizzato, è considerato un oggetto, si è lucidi ma privi di una percezione realistica della gravità delle proprie azioni. Nel branco ci si sente più forti, ci si rinforza a vicenda, la responsabilità suddivisa tra i membri del gruppo produce un effetto di deresponsabilizzazione. Il motivo di tali comportamenti è banale e alquanto pericoloso : riconoscono come unica forma di affermazione la violenza. Bisogna colmare questo vuoto emotivo ed educativo, fare tanta prevenzione, imparare a leggere le fragilità dei ragazzi, dare un sostegno alle famiglie e sviluppare l’empatia a scuola. Ricordiamoci che il cervello è dinamico, modificabile, plastico : non è mai troppo tardi per svilupparlo. La pandemia – conclude Campa – ha sicuramente contribuito ad un aumento di violenza e aggressività tra i giovani, ma dobbiamo prendere tutti coscienza del fatto che la nostra vita è dominata da tre aspetti, che sono il dolore, l’incertezza e il lavoro costante. L’ultimo elemento ci permetterà di gestire i primi due “.

Avv. Luana Campa

Segreteria Movimento per la Vita di Corigliano-Rossano

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