Rapani: «Stasi e Papasso richiedano la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica».

ROMA «È ormai dall’inizio dell’anno che continuano a verificarsi episodi criminali, atti intimidatori, in tutta la Sibaritide. L’ultimo in ordine di tempo, l’incendio dell’autobus ormai in disuso all’interno dell’istituto tecnico agrario di Corigliano Rossano, induce a profonde riflessioni perché è un attacco alle istituzioni come la scuola. Per questi motivi rivolgo un appello ai sindaci di Corigliano Rossano e Cassano all’Ionio, Flavio Stasi e Gianni Papasso, in quanto amministratori dei comuni più importanti della Sibaritide, confinanti tra loro e nei cui territori, da mesi, si stanno consumando episodi di inaudita violenza: richiedano al prefetto di Cosenza la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica al castello ducale, con il coinvolgimento anche delle rappresentanze governative e parlamentari. Nel fornire la mia naturale disponibilità a partecipare, auspico che Stasi e Papasso sostengano questa proposta.

Sui grandi temi, e la sicurezza è certamente uno di questi, non possono esserci divisioni di sorta e tutte le istituzioni dovrebbero agire unitariamente e nella stessa direzione. Compreso il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, sempre pronto a criticare gli altri – in questo caso la classe dirigente di Fratelli d’Italia – e mai ad analizzare cosa e quanto abbiano fatto il governo Conte e tutti quelli a trazione grillina per il nordest calabrese. Domanda ovviamente retorica, perché è sotto gli occhi di tutti come quei governi non solo non siano stati capaci di muovere un solo dito, ma abbiano previsto l’elevazione a commissariato “entro” il 2026, un lasso di tempo molto ampio in cui forse speravano di poter continuare a governare con trappole simili a quella del reddito di cittadinanza.

Tavernise può stare tranquillo: il governo Meloni, nel corso di questo primo mandato adeguerà e ripristinerà la presenza dello Stato nel territorio della Sibaritide. La lotta alle mafie non può trasformarsi in terreno di scontro per chi riveste ruoli istituzionali». È quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia e componente della commissione Giustizia, Ernesto Rapani.

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