A distanza di soli quattro anni, l’amministrazione comunale di Corigliano Rossano è riuscita a partorire la bozza dello stemma e del gonfalone cittadini attraverso un concorso di idee pensato malissimo e gestito ancora peggio.

Un giochino, quello di Stasi sulla “partecipazione” costato anche risorse pubbliche e che molto probabilmente non è servito a nulla, se non ad esacerbare gli animi degli antifusionisti, in particolar modo dall’area urbana coriglianese, che hanno scaricato via social le loro ire contro sindaco, consiglieri comunali, giunta, tant’è che dopo gli entusiasmi delle prime ore gli amministratori hanno dovuto battere in ritirata con ridicole giustificazioni che non hanno convinto assolutamente nessuno.

Il circolo “paesano” di Fratelli d’Italia (come ama definirci il sindaco credendo di offenderci ma non comprende che così offende la città), ha richiamato più e più volte l’Amministrazione comunale a prestare la dovuta attenzione al tema fusione, ricevendo in cambio da Stasi e le sue truppe cammellate solo attacchi violenti, fuffa e becero populismo.

Avevamo sollecitato più volte il sindaco, in tema di governo del processo di fusione, a rendere partecipe la cittadinanza, aprendo dibattiti nelle scuole affinché la città iniziasse a formare una coscienza attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni come nuovi sponsor del cambiamento in atto. Stasi ha, invece, optato di gestire la complessità del momento che sta maturando nella nostra città come al suo solito, tirando a campare alla giornata senza alcuna visione/programmazione sul futuro, come se la fusione che ha sempre avversato non lo riguardasse.

Le forti critiche ai metodi di partecipazione attiva della cittadinanza sul nuovo stemma comunale, se non è chiaro a Stasi e a quelli che lo circondano, sono una valutazione a tutta la complessiva gestione della fusione, a partire dalla dislocazione degli uffici comunale, passando per lo statuto e per finire allo stemma. Siamo quasi alla fine di questa pessima sindacatura, e di fronte all’argomento cardine, la fusione per l’appunto, siamo ancora all’anno zero. Anzi, l’amministrazione sta mandando in fumo, a distanza di pochi anni, i nostri sforzi ma anche le grandi speranze che la popolazione ha riversato in questo processo sociale e con esse tutti i benefici a medio e lungo termine. Basterebbe guardarsi in giro e chiedere ad un qualsiasi cittadino della nostra città di elencare uno che sia un intervento significativo figlio di questa amministrazione. Invece il sindaco non si è nemmeno reso conto che durante il suo mandato un comitato spontaneo di cittadini ha promosso una raccolta firme per ritornare ai due vecchi comuni. No, tutto questo non è normale, niente è normale. La verità è una sola, Stasi ha deciso di non affrontare l’argomento fusione perché teme che possa nuocere alla sua prossima campagna elettorale. Ma prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e l’Amministrazione dovrà rendere conto del nulla proposto alla città in cinque anni, dell’immobilismo che sta marcando sempre di più le divisioni tra le due aree urbane.

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