Risolto un problema, quello relativo alla carenza dei medici, ne persiste sempre un altro (e non di minore importanza ndr) che riguarda il numero degli infermieri a disposizione. Troppo esiguo per un pronto soccorso che fa parte di una struttura che reca la dicitura di Centro spoke.

Al primo piano dell’ospedale di Rossano sono 19 gli infermieri in pianta organica ma 16 quelli effettivi dato che 3 di loro sono esonerati per limitazioni a lavori pesanti, notturni e pronta disponibilità. Dei 16, dunque, 6 operano al 118 e 10 al pronto soccorso. Si potrebbe riuscire a malapena a coprire il turno di una giornata con 3 unità ogni 8 ore. Ma basta solo che uno di loro sia assente per qualsiasi motivo che la “macchina” si inceppa facendo collassare il sistema e, quindi, aumentare a dismisura problemi e disagi. Proprio quei disagi che vive giorno dopo giorno un’utenza sempre più timorosa ed impaurita ad entrare in un ospedale pubblico. Lunedì pomeriggio la sala d’attesa del pronto soccorso del Giannettasio era gremita. In tanti sono arrivati nel primo pomeriggio eppure alle 19 e 22 ancora dovevano essere visitati. Tra questi un 83enne di Oriolo, cardiopatico con problemi respiratori e insufficienza renale, accompagnato dal figlio. «Siamo in un porcilaio – ha detto -. Non è concepibile che un ospedale come questo abbia tante difficoltà a gestire la mole di interventi quotidiana». «Siamo in Calabria – gli fa eco un signore sulla cinquantina con un dolore allo stomaco che lo tiene piegato -. Qui solo a tragedia compiuta prendono provvedimenti. Anche se – ha aggiunto – ultimamente neanche le morti riescono a rompere quel muro di silenzio eretto dai vertici che stanno a Cosenza. Ma cosa deve succedere in questa sanità affinchè aprano gli occhi?». La lunga attesa di chi si trova al pronto soccorso ha origine ancora prima di fare il triage (ovvero di vedersi inquadrato il problema) con punte che toccano i 15 minuti fino ad arrivare ai quasi 60. Chi è stato classificato con codice giallo (gravità medio-alto) può attendere il proprio turno anche per più di 6 ore prima della visita. Per un codice verde (caso non grave) l’attesa può sforare anche le 10 ore. Per quanto riguarda i ricoveri, invece, circa la metà aspetta persino 24 ore nel pronto soccorso prima che si liberi un posto in reparto. Una mole di lavoro non indifferente per chi opera all’interno al pronto soccorso: ogni turno può contare, infatti, solo su un paio di medici, due infermieri e un ausiliare. Troppo poco se si tiene conto che in 24 ore sono necessarie tra le 80 e le 120 prestazioni. Inoltre, le ambulanze a disposizione sono solo due: una per il 118 e l’altra per il trasferimento. E per le urgenze? Si risolve facendo riferimento ai privati. Costo: 480 euro al giorno. Davvero pochi i provvedimenti adottati sinora da chi di dovere. «Molte promesse e basta – ha sbottato una ragazza in attesa della visita da più di due ore -. Qui c’è in ballo la vita delle persone e su ciò non si può e non si deve categoricamente scherzare».
(fonte Calabria Ora)