Antoniotti: Conferimento di 30 tonnellate al giorno non risolvono problema.
Emergenza rifiuti, dal dipartimento Ambiente della Regione Calabria si stanno reiterando errori su errori che stanno provocando danni incalcolabili, in ambito ambientale e sanitario, alla Città e all’intero territorio. Non si può continuare a conferire in discarica quantitativi miserevoli lontani dal reale fabbisogno. Tant’è che l’Area urbana Corigliano-Rossano rimane paralizzata dall’enorme mole di spazzatura presente sulle strade.

Purtroppo, da parte della Regione, continua a mancare il confronto su problemi e necessità. E le preoccupazioni aumentano in vista dell’ormai prossima stagione calda che moltiplicherà l’esalazione di diossina e la perdita di percolato. Da qui il mio appello al Prefetto, che si faccia portavoce di questi gravissimi problemi presso i tecnici, sordi e muti, del dipartimento Ambiente, affinché dimostrino senno e risolvano il problema. È da tempo, invece, che ho interrotto i rapporti con i vertici politici regionali che hanno dimostrato manifesta incapacità a dialogare e capire i reali problemi dei calabresi, soprattutto di questo territorio.

È quanto sostiene il sindaco Giuseppe Antoniotti che stamani (venerdì, 14 marzo) ha inoltrato una missiva alla Regione Calabria, a S.E. il Prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao e alla Procura della Repubblica di Castrovillari, per esprimere ancora una volta le difficoltà nel ripulire la Città dalle centinaia di tonnellate di rifiuti che ancora giacciono in strada, a seguito dell’ordinanza emessa dal dipartimento Ambiente che assegna a Rossano, sede di impianto, un quantitativo di conferimento nel sito di Bucita esiguo rispetto alle minime esigenze.

Si rammenta – scrive il Primo cittadino – che il quantitativo giornaliero di conferimento rifiuti presso l’impianto tecnologico di Rossano, pari a 30 tonnellate, non è assolutamente conforme a poter far fronte all’enorme mole di spazzatura presente sulle strade. La stessa che – ricordiamo – si sta accumulando da oltre un mese a causa dei gravi disservizi prodotti dalla chiusura dell’impianto di Pianopoli, e non come erroneamente riportato dagli uffici regionali (che probabilmente disconoscono del tutto la problematica) a causa del blocco dei manifestanti su Bucita. Ritengo inammissibile, inoltre, che – ribadisce Antoniotti – nel sito di stoccaggio rossanese, sorto a servizio di 35 comuni del territorio della Sibaritide, si continui a far sversare compattatori provenienti da altri territori, ciò con l’ancora più gravosa situazione di ingolfare un impianto, così come facilmente riscontrabile, già di per se inadeguato a far fronte all’ordinarietà del servizio. Figurarsi in una fase critica di emergenza! Sulle strade della Città di Rossano, sede d’impianto, sono, al momento, presenti oltre 500 tonnellate di rifiuti in surplus, oltre la quotidiana produzione giornaliera. Pertanto chiedo alla Regione Calabria – Dipartimento Ambiente – conclude il Sindaco – di provvedere subito ad emanare una nuova ordinanza, maggiormente conforme rispetto alle esigenze di questo territorio; al Prefetto e alla Procura della Repubblica di attivare qualsiasi iniziativa concreta onde evitare l’insorgere di problemi di carattere igienico-sanitario, anche in prospettiva dell’aumento delle temperature che potrebbe creare ulteriori ed irrimediabili danni. In mancanza di riscontri efficaci e risolutivi mi vedrò costretto, per i poteri conferitimi dalla Legge, ad attuare ogni iniziativa utile a tutela della salute pubblica.