Il Comitato in Difesa di Bucita e del Territorio, riunitosi in assemblea il 9 Settembre, ha analizzato le notizie diffuse a mezzo stampa e la documentazione riguardante il conferimento non autorizzato di rifiuti presso la discarica pubblica di Rossano, già sequestrata nel 2010 per disastro ambientale, dissequestrata e nuovamente posta sotto sequestro nel 2013, anche grazie all’azione del comitato.

Il quadro che ne è uscito fuori è inequivocabile: la regione Calabria, con quello che rischia di essere un vero è proprio autogol, ha rilevato la presenza di molti rifiuti in più rispetto a quelli che risultano autorizzati agli atti e questo non fa altro che confermare i numerosi sospetti del comitato, ripetutamente dichiarati in pubblico, a proposito della gestione selvaggia e criminale dei conferimenti.
La relazione del comitato di presidenza, infatti, ha sottolineato come i rifiuti autorizzati nella discarica pubblica ammontassero ai 260 mila metri cubi dell’Autorizzazione Integrata Ambientale più altri 35 mila autorizzati con due ordinanze d’emergenza emanate dal commissario dell’epoca, mentre i rifiuti effettivamente rilevati e calcolati non sono inferiori a 355 mila metri cubi, un fatto inquietante che però deve servire per poter finalmente fare chiarezza su cosa e quanto è stato conferito a Bucita in questi anni.
È il momento di mettere a tacere le voci su automezzi pesanti che a tutte le ore, persino di notte, andavano a scaricare il proprio famigerato carico nelle fosse di quella che resta una delle più belle contrade del nostro territorio, ferita profondamente dalla scelleratezza di un ciclo dei rifiuti insostenibile.
Il comitato di Bucita già negli anni scorsi aveva denunciato pubblicamente episodi singolari e stranezze nel conferimento e nella gestione delle discariche, fino al marzo scorso allor quando, ancor prima delle notizie  trapelate a proposito dell’inchiesta della Procura di Reggio Calabria, abbiamo espresso precisi sospetti sul materiale abbancato nella discarica pubblica ed abbiamo chiesto ufficialmente che si verifichi che tipo di rifiuti sono stati conferiti in quel sito e che si proceda immediatamente alla messa in sicurezza reale del territorio.
Le notizie di queste settimane non fanno altro che confermare e rafforzare i nostri sospetti.
Per questa ragione l’assemblea del comitato ha deliberato la stesura di un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica che verrà inviato a giorni.
Inoltre è stato chiesto un incontro urgente al sindaco di Rossano col fine di elaborare insieme, come fatto in passato per esempio per il famigerato capitolato d’appalto per l’esportazione dei rifiuti o per la regolamentazione del traffico in ingresso all’impianto, le azioni da mettere in atto per ottenere il prima possibile l’analisi e la bonifica, finalmente, dei siti inquinati di Bucita, obiettivi che non possono non unire istituzioni locali e società civile.
Il Comitato, infine, in caso di immobilità delle istituzioni preposte, non esclude fin da ora di avviare una nuova mobilitazione col fine di sensibilizzare l’opinione pubblica ed ottenere la bonifica della discarica.

Comitato in Difesa di Bucita e del Territorio