“I diritti negati. Perché i calabresi devono insorgere”: è il titolo dell’ultimo libro scritto dall’autore rossanese Stanislao Formichella (Luigi Pellegrini Editore). Un libro che narra le vicende della Calabria dal Risorgimento fino ai giorni nostri. Analizzando i vari motivi che hanno portato questa terra dallo splendore del passato al declino odierno. Non senza indicare, soprattutto ai giovani, la strada della riscossa, della reazione, del risveglio dal torpore che di essi si è impadronito.

Il libro sarà presentato sabato 6 dicembre alle ore 18 presso l’aula magna dell’Istituto Tecnico Statale per Geometri di Rossano “Falcone-Borsellino”, in contrada Donnanna. A relazionare sull’ultima delle dieci pubblicazioni di Formichella saranno il prof. Francesco Filareto e la dott.ssa Achiropita Scorza. Coordinerà i lavori Serafino Caruso, giornalista di Informazione & Comunicazione.
“Il problema più grave è l’inerzia sociale con la quale si affronta (o non si affronta) – spiega l’autore nell’introduzione – la questione meridionale e calabrese in particolare. C’è mancanza di reazione. C’è amarezza, scetticismo, ma non c’è proposta di soluzione… Appare ormai inderogabile, e questo vorrei che lo capissero gli studenti calabresi, una presa di posizione forte, capace di determinare nuove condizioni sociali, in cui ogni soggetto si erga a protagonista attivo dell’evoluzione della comunità”.
Pensieri espressi in un libro. Pensieri rivolti soprattutto ai giovani, dunque. Per riprendere in mano le redini di una Calabria troppe volte mortificata ed umiliata. Riappropriarsi di quel diritto ad un futuro migliore fatto di dignità ed orgoglio.
Oltre ad una rappresentanza di studenti di ogni scuola di Rossano, sarà presente anche una rappresentanza del Comitato “Quelli della frusta”.
La manifestazione si concluderà con un dibattito aperto tra l’autore ed il pubblico presente.