I giudici del Tribunale di Castrovillari (Presidente Loredana De Franco, a latere Luca Colitta e Chiara Miraglia) nel pomeriggio di ieri hanno condannato l’imprenditrice e consigliera comunale di Rossano, Patrizia Uva (foto) ed il marito Vincenzo Sapia – entrambi difesi dall’avvocato Ettore Zagarese – a otto mesi di reclusione e trecento euro di multa ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali ed a quelle di difesa della controparte, per il reato di turbata libertà dell’industria o del commercio.

In pratica per “concorrenza sleale” ai danni d’una impresa di pompe funebri concorrente a quella di cui la stessa consigliera comunale è titolare.
I fatti di causa risalgono al 4 dicembre del 2007. Quando il cavaliere Domenico Curia, titolare dell’omonima impresa di pompe funebri rossanese, sorprese e fotografò alcuni cittadini di nazionalità rumena mentre erano intenti a staccare dei manifesti funebri che erano stati affissi poco tempo prima da parte degli addetti della propria impresa.
Da qui la querela di Curia, da cui scaturirono le indagini e l’approdo della vicenda in sede giudiziaria. Che avrebbe accertato la circostanza secondo la quale ai rumeni sarebbe stato “ordinato” proprio da Uva e dal marito di staccare quei manifesti.
L’imprenditore Curia s’era costituito parte civile, attraverso l’avvocato Ernesto Longo.
A Patrizia Uva i giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche, la sospensione condizionale della pena e la non menzione nel certificato penale. Le motivazioni della sentenza verranno depositate tra novanta giorni. Uva e Sapia ricorreranno certamente in appello.
fonte il Garantista{jcomments off}