Appello per un manifesto pro Tribunale il sindaco chiami a raccolta nomi illustri

 Lettera aperta dell’avvocato Luigi Pirillo al sindaco di Rossano Giuseppe Antoniotti
«Caro Signor Sindaco, Giuseppe ANTONIOTTI,
La vicenda della soppressione del Tribunale di Rossano non può e non deve ritenersi conclusa; non possiamo arrenderci, come Tu giustamente hai declamato qualche giorno prima della terribile alluvione che ha colpito la nostra Città e la vicina Corigliano. Del resto, da molti settori arrivano segnali concreti di tale volontà. Una voglia di riscatto che la nostra gente manifesta quotidianamente e fieramente, nella consapevolezza di essere vittima di una suprema, intollerabile ingiustizia e di una macchinazione in cui si annidano sicuri focolai di illiceità.

La Città di Rossano ed il suo comprensorio non meritano quanto riservatoci da menti diaboliche che, utilizzando strumentalmente il proprio ruolo e le proprie funzioni e anteponendo interessi di parte, di bottega e clientelari, con corrispondente violazione di specifiche norme di legge e, pertanto, “facendo carte false” (così come ripetutamente dichiarato dal Senatore della Repubblica italiana, Enrico BUEMI), hanno reso possibile la chiusura del Tribunale di Rossano (dopo 152 anni dalla sua istituzione), a vantaggio di altre realtà territoriali della Nostra Regione, ben meno meritevoli e che non avevano e non hanno i requisiti di legge per mantenere aperti i loro presidi di Giustizia.

E allora vengo al dunque!

Rossano, da sempre, notoriamente, è stata ed è Patria di spiriti illuminati che hanno dato lustro alla terra natia.

Ebbene, anche nell’attualità la nostra Città può vantare la presenza di propri figli che si contraddistinguono negli ambiti e nei settori più disparati, svolgendo con onore e dedizione i ruoli pubblici di primario rilievo, di accademici, magistrati, militari, alti funzionari statali, alti prelati, propri delle posizioni acquisite e cui sono assurte grazie alle proprie capacità, al loro impegno, ai propri meriti ed alla loro abnegazione.

Per tutti, ricordo solo taluni dei nomi illustri che mi vengono in mente, alcuni dei quali ho l’onore di conoscere personalmente (che elenco in rigoroso ordine alfabetico), ma molti altri, sicuramente, ve ne sono che sfuggono alle mie conoscenze:

Il Prof. Francesco AMARELLI (emerito docente universitario a Napoli e Roma e già Preside della facoltà di Giurisprudenza a Teramo), il Dott. Carmine BELFIORE (questore della Polizia di Stato a Terni), il Prof. Giovanni BIANCO (docente universitario a Roma e Sassari), il Dott. Sergio CALIÒ(Presidente di Sezione del Tribunale di Cosenza) il Dott. Riccardo GRECO (Presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari), il Prof. Giampiero CALABRÒ (docente universitario UNICAL), la Dott.ssaMaria Idria GURGO di Castelmenardo (magistrato del Tribunale di Milano), S. E. Mons. Francesco MILITO (Vescovo di Oppido Mamertina – Palmi), il Colonnello Giovanni MONACO (Alto Ufficiale della G.d.F.) il Prof. Giuseppe NOVELLI (Rettore dell’Università “Tor Vergata”, di Roma, e genetista di fama mondiale), la Dott.ssa Eleonora PIRILLO (magistrato del Tribunale di Modena), il Prof.Nestore PIRILLO (docente universitario all’Università di Trento), S.E. Mons. Luigi RENZO(Vescovo di Mileto – Nicotera – Tropea), il Prof. Nicola SCARAMUZZA (docente universitario UNICAL) il Ten. Colonnello Luigi SMURRA (Alto Ufficiale G.d.f.), il Prof. Giuseppe TUCCI (docente emerito all’Università di Bari).

A questi personaggi insigni, Signor Sindaco, chiedo che lei si rivolga, per domandare ad essi disottoscrivere un comune manifesto per invocare presso i competenti organi governativi e legislativi la riapertura immediata del Tribunale di Rossano, dando essi testimonianza, con piena cognizione di causa, dati gli specifici importanti ruoli svolti e per essere figli di questo territori, dell’ingiustizia e dell’illegittimità che la sua soppressione rappresenta e, soprattutto, del pregiudizio e del vulnus per la stessa immagine dello Stato che in essa sono insiti.

In questo senso, ritengo che troverà anche la collaborazione dell’Associazione Fondazione degli Avvocati del Foro di Rossano, del cui Consiglio di Amministrazione faccio parte, nella convinzione che nessuno si sottrarrà a quello che sarà avvertito da tutti come un dovere morale da assolvere per fare restituire giustizia alla loro terra, troppe volte offesa e vilipesa e che passivamente e supinamente ha subito.

Certo della Vostra attenzione, ringrazio e porgo cordiali saluti.»

Avv. Luigi Pirillo