La condizione di totale incertezza sociale imperniatasi, oramai, in questa nostra attuale società è a dir poco agghiacciante e repellente. Rapine e omicidi si susseguono come una normale prassi quotidiana a scapito della gente onesta e meritevole.

La vita dell’essere umano viene svilita e ridotta a un niente comprimendo in tutto e per tutto quel sacrosanto diritto alla sicurezza codicisticamente cristallizzato in questa nostra fanta democrazia garantista.

Il fenomeno della micro e macro criminalità organizzata presente in tutto il territorio nazionale e, specificatamente, nel meridione d’Italia rappresenta una piaga che piega il claudicante tessuto economico dei nostri territori.

Tale contingenza è frutto di un complessivo vuoto legislativo da parte di uno Stato che non legifera più norme penali certe anzi, tutt’al più, depenalizza i reati non fornendo alla magistratura validi strumenti da applicare ai casi concreti. Infatti, nella maggior parte dei casi, gli organi giudicanti si sostituiscono palesemente alla politica applicando determinate pene su certuni reati creando incertezza sociale e piena sfiducia da parte della popolazione nel sistema giustizia.

E’ risaputo, quindi, che le organizzazioni criminali italiane e straniere commettono determinati reati consci di un vuoto legislativo vigente nel mondo giuridico. Oggigiorno, purtroppo, chi patisce una violazione di domicilio rischia di essere condannato dalla magistratura per omicidio volontario o eccesso di legittima difesa; mentre il malvivente che, violando il domicilio, uccide o tenta di uccidere il proprietario dell’immobile o di una attività commerciale non è passibile di alcun procedimento penale a proprio carico.

La politica, sicuramente, gioca un ruolo primario ed essenziale nella società poiché ha il potere di legiferare ed emanare determinate norme che mettano in sicurezza l’incolumità del proprio popolo. Uno Stato garantista diventa tale se riesce a assicurare la lecita e legittima sicurezza sociale al proprio popolo offrendo, altresì, agli organi di giustizia determinati strumenti capaci di portare equilibrio e pace sociale nella società. La nostra Nazione, sfortunatamente, vive un periodo di totale bailamme dove i malavitosi camminano a piede libero mentre la gente per bene viene perseguita per un niente.

La sicurezza è un concetto talmente nobile che oggi continua ad essere svilito, depauperato e depredato da parte di una società confusa e avulsa la quale calpesta, senza remore alcuno, per colpa di uno Stato assente, ogni principio costituzionale.

Sicurezza e giustizia sono due principi che camminano all’unisono e, pertanto, spetta allo Stato garantire questi sacrosanti diritti fortificandoli per il bene del popolo ristabilendo, una volta per tutte, la pace sociale.

Antonio Stasi
Coordinatore Forza Italia Giovani Rossano