Concilio Ecumenico Vat.II: Evento Rivoluzionario Ecclesiale

Il Papa Buono, San Giovanni XXIII, nel 1962 addì’ 11 di ottobre inaugurava l’apertura del Concilio Ecumenico Vat.II, che fu per la cristianità tutta un Evento Rivoluzionario di portata universale. La tragedia, in passato, di noi laici cristiani era quella che ci venivano trasmessi catechismi e dogmi, ma non ci veniva mai fatta fare l’esperienza che eravamo di già immersi in un mondo d’Amore Trinitario. Si veniva educati al timore di un Dio, pronto a giudicare gli eventi, un Dio che, dall’alto dei cieli, vedeva e provvedeva e poi perseguitava l’uomo con castighi e sofferenze, per cui non ci restava che fare la sua santa volontà in questa valle di lacrime.

     Noi venivamo allineati al bacio delle piaghe di un Gesù crocifisso e morto in croce per i nostri peccati, il quale aspettava dai suoi devoti solo adorazioni, genuflessioni, riti e processioni, (anche con distintivi alla giacca o con vessilli), senza considerare invece l’opzione preferenziale del suo Vangelo per la liberazione e la promozione umana dei poveri e degli oppressi di ogni tempo e di ogni dove.

     Noi venivamo sempre assemblati ad un blablà di invocazioni con mani giunte o alzate (ascoltaci, ascoltaci,…vieni,vieni …) sperando che lo Spirito o i suoi Santi fossero l’unico soccorso per risolvere i problemi dell’umanità.

    Il Concilio Ecumenico Vat.II è stato un Evento Rivoluzionario in quanto permise anche a noi, laici cristiani, di prendere coscienza di essere chiamati e inviati dal Cristo a essere “Pescatori di umanità (Mc.1,17) cioè ad immergere ( battezzare) l’umanità in un Oceano di Amore , che non ama per essere riamato, ma che ama solo perché è Amore Promozionale, Pienezza di Vita, di Misericordia, di Tenerezza, di Compassione, di Condivisione e di Risurrezione.

Vanno battezzate tutte “le nazioni (Mt.28,19)”, cioè ogni miscredente, indipendentemente dal suo credo religioso, dalla sua condotta morale, dalla sua situazione sessuale o dall’appartenenza ad altre culture. Proprio per questo Gesù, il Cristo Risorto, ci ha assicurato: <<Ecco IO sono con voi,tutti i giorni, fino alla fine dei tempi (Mt.28,20) >>.

Attenzione! Il Battesimo per noi cristiani è anche un Sacramento, che ci dà una ricchezza in più in quanto , inseriti in Cristo, noi possiamo partecipare al suo Corpo Mistico, con la Parola, con l’Eucarestia, con la Riconciliazione e con il Mistero dell’Agape Fraterna. Tale Battesimo però non è indispensabile per la creazione della civiltà dell’amore fra i popoli, perché il nostro Dio (Genitore) genera salvezza anche fuori dai recinti delle nostre chiese.

Il Concilio Vat.II annuncia che, secondo il Vangelo, l’unico distintivo del credente per battezzare e per assaporare l’incontro con il Cristo Risorto è l’amore che si fa servizio per l’altro “(Gv. 13,34-35)”. Lo Spirito di Dio non comunica allora solamente dai microfoni delle nostre Assemblee, ma danza, penetra, avvolge e arriva con noi e mediante noi, là dove mai avremmo immaginato . . . e gioca con noi anche nell’invisibilità della nostra piccolezza la sua battaglia vittoriosa, che annuncia “Cieli nuovi e Terre nuove (Mc.12,27 e 2 Pt.3,13)”.

CORIGLIANO ROSSANO, 11 OTTOBRE 2019, festa di San Giovanni XXIII. FRANCO PALMISANO