Anche quest’anno, il primo gennaio, la nostra Comunità, che è in Corigliano Rossano, in comunione con la Chiesa universale ha celebrato la 53.ma giornata mondiale della Pace, istituita da Papa San Paolo VI nel 1967. Il messaggio di papa Francesco per il 2020 è proprio concentrato su “La Pace come cammino di Speranza: dialogo , riconciliazione e conversione ecologica”. E’ un invito a tutti ad essere artigiani di giustizia e di pace, quindi <<BONA-VENUTA>> ai “Pacificatori>>!

    Il pacificatore non è il pacifico, colui cioè che tiene tanto alla sua tranquillità per cui evita accuratamente ogni situazione di disagio , ma colui che per la pace degli altri sa creare e risolvere situazioni conflittuali, all’occorrenza cioè anche un rompiscatole . La parola Pace poi viene dall’ebraico “Shalom” ed è molta più ricca del nostro termine pace, in quanto si riferisce a tutto ciò che contribuisce alla piena felicità dell’uomo.

Gesù nel Discorso pronunciato sul Monte annuncia che << I Pacificatori saranno chiamati Figli di Dio>>. Figli di Dio, nel mondo ebraico, ha due significati. Il primo è di assomiglianza, cioè Figlio di Dio significa che assomiglia a Dio. Il secondo significato è di protezione da parte di Dio. Ebbene Gesù assicura: quelli che lavorano per la felicità, per la dignità e la libertà degli uomini prima di tutto sono “Beati”, perché assomigliano a Dio, in quanto fanno lo stesso lavoro di Dio, come collaboratori , con Lui e come Lui, nella sua continua Creazione e poi anche”Beati” perché avranno sempre DIO dalla parte loro.

Dio sta sempre dalla parte non di chi toglie la felicità, ma di chi la costruisce; non di chi toglie la libertà, ma di chi restituisce la dignità agli uomini. Quando Paolo, nelle sue lettere , parla che noi siamo stati scelti da Dio per essere suoi Figli Adottivi, noi abbiamo la nostra immagine occidentale in cui l’adozione è quel famoso gesto d’amore con il quale si prende un bambino in seno alla famiglia. Il significato teologico invece di essere Figlio Adottivo è molto più ricco. Dio è talmente innamorato di noi uomini, perché ci chiama, ci adotta e ci invia ad essere, da suoi Figli, i beati costruttori della civiltà dell’amore.

E’ inevitabile che per costruire la pace bisogna infastidire quelli che sono i nemici della pace. Quando si lavora per favorire la vita degli oppressi, bisogna necessariamente disturbare la vita degli oppressori.

Rileggiamo, rimettendoci in ascolto ,OGGI, la settima Beatitudine: << Quanti lavorano per la felicità dell’uomo saranno “BEATI”! . I Pacificatori , assomigliando a Dio , scopriranno di essere chiamati Figli di Dio , e, in quanto Figli, godranno sempre della protezione di quel Dio che per loro è PADRE >>.

Corigliano Rossano, 01.01.2020 FRANCO PALMISANO