La nostra comunità cristiana, che è in Corigliano Rossano, avverte la presenza ingombrante e invadente di tanti ecclesiastici, che oscurano purtroppo quel ruolo fondamentale , che le donne hanno avuto sempre nella nascita della stessa Chiesa. Leggendo attentamente i Vangeli si nota che Gesù rivaluta il genio femminile, anche se dopo di Lui purtroppo e ancora oggi la donna, nella Chiesa, sarà ricacciata nella sua condizione servile di sottomissione all’uomo (1Tim.2,11-12).

Gli Evangelisti esaltano le donne per il loro coraggio e le elevano ad una dignità quasi superiore a quella maschile. Infatti sono le donne che riconoscono in Gesù il Messia ,inviato da Dio (Gv.4,25-26) e sono loro quelle che lo seguirono fedelmente e, al momento della crocifissione, solo loro saranno presenti, mentre i discepoli saranno tutti latitanti (Mt.27,55-56),(Mc.15,40-41) e (Lc.23,49). Inoltre saranno le donne ad incontrare subito il Cristo Risuscitato ed ad annunciarlo poi ai discepoli (Mt.28,9; Mc.16,6 e Lc.24,8-10), i quali non crederanno perché la testimonianza femminile non era attendibile, ritardando ,per quel tempo il proprio incontro con il Cristo Risorto.

Lo stesso ritardo si avverte ancora oggi nell’incontro col Cristo fattosi per noi Tempo e Storia in una Chiesa in uscita , che durante il mese mariano si rivolge ancora devotamente a Maria ,la” Piena di grazie (Lc.1,28)”, quale unicamente Madre della Chiesa e non invece a quella Donna, il cui Ruolo più qualificato, più responsabile e più gratificante, secondo il Vangelo, è quello di essere stata la Prima Discepola del Cristo,che, ripiena di Spirito Santo, è l’Achiropita anche nel nostro locale cammino di Salvezza.

Il “Convertitevi e credete nel Vangelo (Mc.1,15)” è il passaggio allora da una Chiesa che fa continuamente riferimento alla spettacolarità mediatica delle Apparizioni o dei pellegrinaggi a Santuari Mariani per passare ad una Chiesa che con Maria, prima Donna fra tutte le donne, diventi sempre più grembiulizzata al servizio del Bene dell’umanità.

In questa Chiesa si avverta quindi , la presenza e il bisogno della forza volitiva, dello spirito di sacrificio e abnegazione , della capacità di accoglienza e della tenerezza misericordiosa di quelle donne, che in forza del loro battesimo, sanno, da protagoniste, comunicare vita al mondo d’oggi:” Vino nuovo in otri nuovi (Mc.2,22b)”.

E’ questo il nuovo volto mariano della Donna nella Chiesa, in cui , con Maria e come Maria, sempre evangelicamente ma umilmente orgogliosa (Lc.1,46), si sappia appropriare della sua identità di essere anche lei, come voluta dal Cristo, quella Cooperatrice di Dio nella Nuova Creazione della Civiltà dell’amore.

Corigliano Rossano, 01.05.2020 (Franco Palmisano).