In questi ultimi giorni sono usciti, quasi allo stesso tempo, diversi articoli sullo “spot promozionale” che Gabriele Muccino ha dedicato alla Calabria. Quasi tutti, forse con l’unica eccezione della nostra Signorina Z, sono stati critici col lavoro del regista di Sette anime: lo hanno giudicato dannoso per l’immagine della Calabria, perché fatto male, troppo costoso, pieno di anacronistici luoghi comuni,

 del tipo bergamotto, asino e coppola, privo delle vere bellezze, naturali, storiche e culturali che la Calabria possiede. Insomma, sono stati articoli in cui gli autori, forse un po’ distratti e frettolosi, hanno visto Muccino come un regista lontano dal nostro tempo e dalla realtà e quindi disfunzionale rispetto al processo di rinnovamento che questa regione sta comunque vivendo. LEGGI ARTICOLO COMPLETO