Papa Francesco ha sorpreso tutti ( mercoledì, 17 c.m.), perché nella sua catechesi quaresimale e settimanale ha puntato il dito contro quei fedeli che partecipano in modo apatico sia ad una preghiera personale che liturgica.” Tante volte succede”, ha sottolineato il Papa,”che si prega da pappagalli, in quanto il cuore del cristiano è lontano da ogni rapporto con Dio”.

Pregare invece è ” invocare lo Spirito, perché sia presente e vivificante nella nostra vita e ci faccia incontrare il Dio di Gesù, il Risorto, sempre presente in mezzo a noi, non solo come un ricordo di un Personaggio storico del passato.

Lui non è distante da noi e, se accolto, trasforma la vita del credente come avvenne per, Pietro, Paolo o Maria di Magdala. . . “

Secondo il Papa questa esperienza di Fede va vissuta da tanti oranti di oggi, uomini e donne del nostro tempo, solo se si lasciano invadere dallo Spirito, che fa della loro vita la << misura del Cristo>>nella tenerezza, nella misericordia, nella donazione per la promozione dell’umanità.

E’ allora grazia e beatitudine per noi poter incontrare queste persone oranti, in cui pulsa una vita diversa, che si percepisce dai loro sguardi, che non sono contingenti ma che vanno ” oltre”.Queste persone si trovano non solo in ambienti religiosi, ma anche tra la gente comune.

Ci si accorge di loro, che , fortificati dalla loro Fede nell’Eucarestia partecipata e adorata, sono poi testimoni silenziosi e instancabili nel Servizio amorevole ai fratelli in difficoltà lungo le strade o gli angoli dei nostri quartieri soprattutto in questo tempo di pandemia universale.

Corigliano Rossano, 19.03.2021 , festa di San Giuseppe. ( Franco Palmisano)