A CORIGLIANO-ROSSANO SI AFFIDA COL 90% DI RIBASSO. TRASPARENZA, SI POTEVA FARE DI PEGGIO E SI È FATTO.
CORIGLIANO-ROSSANO (Cs), giovedì 8 aprile 2021 – Prima, un bando pensato e scritto volutamente male, anomalo ed inadeguato rispetto al servizio in questione, tanto più se rapportato ai numeri della Città ed alla natura straordinaria e nazionale dell’esperimento istituzionale in atto. 

Poi, così come previsto da più parti, una risoluzione anticipata e consensuale (si fa per dire) del contratto sottoscritto con la famosissima società risultata prima in graduatoria (con sedi a Roma e Firenze), alla quale sono state prontamente pagate le misere fatture emesse a fronte di un’attività teoricamente svolta negli ultimi mesi del 2020 ma di cui non si è accorto nessuno. Se sulla gara per l’affidamento della comunicazione istituzionale, si poteva fare di peggio, a Corigliano-Rossano ciò è stato fatto. Rimasta, infatti, per due mesi (febbraio e marzo scorsi) priva di un servizio che solo a parole si definisce un processo istituzionale caratterizzante la fase di governo di una Città, l’Amministrazione Comunale ha preferito un tappo peggiore del buco da essa stessa creato. E da quanto trapela non saremmo neppure all’epilogo, al colpo di teatro di questa telenovela-farsa.

 

È quanto dichiara Lenin Montesanto, amministratore unico della Montesanto Sas, società di comunicazione e lobbying, tra le società concorrenti alla gara in questione, definendo squalificante sia per l’attività professionale di comunicazione che per la stessa immagine della Città, la scelta di affidare, così come è stato fatto in questi giorni (ALLEGATA DETERMINA DIRGENZIALE DEL 2.4.2021), un servizio così importante per quantità e qualità delle diverse prestazioni espressamente richieste, alla società posizionatasi seconda in graduatoria con un ribasso del 90% sull’importo a base d’asta di 18.720,00 Euro: ovvero con la previsione (impossibile) di un importo mensile di 213 Euro o, per essere più precisi, di 6 Euro al giorno (insufficienti persino per il previsto acquisto di 4 o più quotidiani da rassegnare e/o per il carburante giornaliero necessario a svolgere l’attività almeno nelle due distinte sedi municipali di Corigliano e di Rossano).

 

Al netto della onorabilità e della professionalità della società aggiudicataria (al pari di tutte le altre concorrenti), siamo con ogni evidenza di fronte ad un fatto amministrativo abnorme, inopportuno e che si presta a censure di varia natura, atteso che un’offerta si intende anomala quando suscita il sospetto della scarsa serietà della stessa e di una possibile non corretta esecuzione. E l’affidare ad una società che propone il 90% di ribasso rispetto ad un servizio quotato nel bando a 1.560,00 Euro più iva a base d’asta, anzi tutto in termini di correttezza e trasparenza amministrativa, più che una perplessità lo suscita in tutti, anche in chi non è esperto di comunicazione o di diritto amministrativo.

 

Del resto, quanto a scarsa trasparenza del proprio operato, l’attuale Amministrazione Comunale non fa altro che confermare un indirizzo inaugurato, sulla stessa vicenda, con la reiterata negazione di fatto del diritto di accesso a tutti gli atti di questo procedimento che, come abbiamo già avuto modo di definire, resta forse la chiave di lettura più eloquente e distintiva di tutta questa telenovela-farsa di cui continua a rendersi protagonista la giovane classe politica e di governo e la burocrazia della giovane terza Città della Calabria. A distanza, ormai, di oltre 5 mesi dalla nostra prima richiesta di accesso agli atti, finalizzata a capire quale fosse stato il misteriosissimo valore aggiunto giudicato vincente dalla commissione di gara (sulla cui esatta competenza in materia ci sarebbe stato da approfondire), ancora oggi non risulta chiuso l’iter nel corso del quale ci è stata ripetutamente opposta dal Comune l’assurda, insostenibile e illegittima presenza di un presunto segreto commerciale sull’offerta tecnica della società prima aggiudicataria per un servizio come la comunicazione istituzionale, riconosciutamente icona e baluardo della trasparenza della pubblica amministrazione.

 

Nell’auspicare che, più in generale, la questione serissima della qualità e dei metodi della comunicazione istituzionale, strettamente connessa alla imprescindibile trasparenza delle attività di governo ed alla necessaria misurazione democratica delle scelte operate dai rappresentanti eletti, entri con la dovuta dignità nel dibattito pubblico della Città e si ponga al centro dell’agenda e del confronto politico, si coglie l’occasione per ribadire tutte le perplessità già chiarite: 1) tanto in ordine alla fin troppo evidente assenza, nel bando di gara, di quella che sarebbe invece dovuta essere una normale richiesta di precise competenze ed esperienze professionali e tecniche; requisiti da considerarsi necessari ed imprescindibili per svolgere una consulenza di così elevato livello di multidisciplinarietà, trasversalità e complessità e che non possono dirsi affatto soddisfatti dal semplice possesso di un tesserino d’iscrizione all’ordine dei giornalisti (che, notoriamente, non è mai stato negato a nessuno!); né tanto meno dalla maggiore o minore competenza (eventualmente certificata come e da chi?) nella gestione dei cosiddetti canali social (che sono e restano strumenti di atterraggio di contenuti e strategie di comunicazione); 2) quanto, soprattutto, all’aver voluto ingabbiare nel criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la fornitura di un servizio particolare, quale quello della comunicazione istituzionale, costituzionalmente fondamentale per il funzionamento della democrazia, delicato e strategico soprattutto nel caso di un così originale esperimento in progress di ingegneria istituzionale, di coesione sociale ed anche di marketing territoriale come la nuova, grande Città nata dalla fusione di Corigliano e Rossano. – (Fonte: Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying).