La vicenda che ha portato di fatto ad una crisi di governo al Comune di Corigliano Rossano merita una seria riflessione. Al di là dei corvi pronti a sbranare un cadavere che non c’è e degli odiatori di turno,

o dei detrattori ante litteram della fusione, occorre rapidamente avviare un confronto tra le forze politiche che compongono l’attuale maggioranza e che chiarisca se ci sono le condizioni per proseguire il commino di un’esperienza amministrativa che del cambiamento ha fatto il suo vessillo e che il cambiamento ha avviato.

Partiamo da alcune considerazioni preliminari. Gli argomenti addotti dai consiglieri che hanno disertato in Consiglio Comunale sono politicamente deboli e non suffragati da fatti reali. Bene ha fatto il Sindaco a ribadire che non ha interesse ad occupare una poltrona e ad azzerare la giunta dando così un segnale forte e dirompente che mette fine alla vecchia liturgia delle mediazioni estenuanti che appartengono al passato.

Ma occorre prendere atto che un problema politico si pone e riguarda una verifica della coesione politica della maggioranza attorno ad un programma e ad un progetto di città.

Si è lavorato tanto in questi due anni ma si è comunicato poco o nulla, complice anche la pandemia. Ora occorre cambiare registro, subito.

Smontiamo innanzitutto gli argomenti di bassa cucina preelettorale circa le disparità tra Rossano e Corigliano e facciamolo con alcuni numeri che danno anche conto della mole di investimenti messi in campo dall’Amministrazione: 30 milioni di euro su Corigliano e 15 su Rossano per la rigenerazione dei centri storici e di Schiavonea; dei 38 milioni di euro per fognature e depuratori la maggior parte andrà a Corigliano che ha le maggiori criticità; lo stesso può dirsi per i 6 milioni di euro destinati agli acquedotti; a Corigliano più di 12 milioni di euro su 18 per il dissesto idrogeologico; lo stesso può dirsi per l’adeguamento degli edifici scolastici. Potremmo continuare, ricordando che si è avviata la metanizzazione di Cantinella prima che di Piragineti, che levigare piazza Portofino, ridotta ad un lerciume ventennale, è costato 20 mila euro e lo stesso dicasi per Piazza Salotto.

Agli smemorati del momento ricorderemo che la bella sede legale di Corigliano-Rossano è a Palazzo Bianchi e noi ne siamo fieri, che si sono unificati uffici (evitando i costi ed i disagi di un palazzone nel deserto di Inziti – a proposito, ricordiamolo il Palazzetto: altro scandalo del passato di cui ci occupa solo ora!); sono stati unificati bilanci e patrimonio (del quale non si aveva contezza!), pagati debiti fuori bilancio in numero

di 398 per 8 milioni di euro, divisi equamente tra i due ex Comuni, e si è messo mano ad usi civici e livellari. E vi sembra poco? Per non parlare di trasparenza, legalità, abbattimenti di immobili confiscati da decenni e cose simili: cioè contrasto all’illegalità ed alla mafia anche in un ex Comune purtroppo sciolto per infiltrazioni mafiose.

E’ chiaro quindi che ci siano grumi di interessi luridi che fanno campagna contro, centri di clientele che si mobilitano anche perché i posti di operai non sono venduti ma attinti dall’Ufficio di Collocamento.

C’è comunque tanto da fare ancora e tante criticità non risolte e tra questo poniamo in prima linea le disfunzioni nei servizi di base e quelli alla persona che vanno radicalmente ridisegnati e quelle dell’organizzazione del personale (PEG, anticorruzione, straordinari, controllo di gestione, ecc.).

Ma va ripensato, alla luce delle nuove evenienze e delle nuove politiche nazionali e comunitarie, il progetto di città da condividere con forze produttive e sindacati entro il quale stanno tante cose ma in primis a questione Enel e quella del PSA la cui adozione è prossima in uno con lo Statuto.

Ma la fusione è anche un fatto culturale che ancora deve essere radicato nelle nostre coscienze personali e collettive in uno con la crescita del civismo e dell’impegno attivo per l’uso dei beni comuni.

Per tutto ciò occorre rimettersi subito al lavoro riconfermando fiducia al Sindaco ed alla sua maggioranza, confrontandosi con tutte le forze progressiste della città, dando gambe solide al progetto e lavorando alacremente perché una città nata sulla carta diventi realtà. Noi ci crediamo.

MOVIMENTO CORIGLIANO ROSSANO FUTURA E GRUPPO CONSILIARE