– «La Calabria è all’ultimo posto in Italia nel rapporto abitanti-posti letto, eppure, i fondi per l’edilizia sanitaria ci sono, così come quelli, stanziati durante i governi Conte per effettuare un piano eccezionale di assunzioni. Nei fatti però tutto è fermo». Lo dichiara in una nota la deputata del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà.

«Mancano circa 1000 posti letto nei nostri ospedali, finanziamenti bloccati che partono addirittura dal 2004 per gli ospedali di Corigliano-Rossano, Piana e Vibo Valentia. Una sanità a pezzi che viene decantata “funzionante” solo sulla carta ma che nei fatti continua a creare innumerevoli disservizi per i cittadini e l’inevitabile migrazione sanitaria verso regioni più virtuose.

Ci si affida ai medici cubani nonostante l’offerta di personale sanitario sia cospicua ma non ricevibile per le lungaggini burocratiche che fanno sì che, ad esempio, l’Asp di Cosenza impieghi più di due anni per espletare un concorso.

Il lascito del Movimento 5 Stelle alla nostra regione -prosegue la Scutellà – consta di due “Decreti Calabria”, l’ultimo dei quali prorogato proprio su richiesta dello stesso presidente Occhiuto per consentire alla nostra regione di attuare un piano straordinario di assunzioni, soldi che ancora attendono di essere spesi. Così come il Decreto Calabria 1 emanato per arginare l’enorme sperpero di denaro pubblico che la regione Calabria ha registrato sugli appalti nella sanità.

Il presidente Occhiuto – conclude la Scutellà – la smetta di fare propaganda ed inizi ad aprire gli occhi e a guardare la realtà disastrosa in cui vivono migliaia di cittadini calabresi che non meritano una sanità colabrodo».

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