Il grido di allarme e dolore lanciato dal Vescovo e dai sacerdoti della Città circa il recente omicidio di mafia avvenuto a Rossano pochi giorni orsono deve scuotere, ed ha scosso, le nostre coscienze.

Non si può restare silenti in frangenti simili. Urge che la comunità alzi alto un grido di dolore e soprattutto prenda consapevolezza che con il silenzio non si combatte la mafia. Anche l’incendio, che fa seguito ad una lunga serie, di un auto nel centro storico e che ha messo a rischio anche esercizi commerciali ed abitazioni, non deve passare sotto silenzio. Chi sa parli, chi ha visto dica. Quel che ci preme sottolineare é la necessità di un sussulto morale della comunità che deve reagire e non restare in silenzio. Quel che urge é che prima di chiedere allo Stato di fare il suo dovere occorre che ciascuno interroghi la sua coscienza e scelga da che parte stare, perché anche il silenzio uccide. Quando la mala pianta della mafia e dell’illegalità diffusa alligna in una comunità la prima responsabilità ricade su quella comunità che accetta di essere silente ed omertosa. Serve con urgenza che si avvii un progetto di educazione alla legalità nelle scuole a partire da quelle dell’infanzia affinché nei nostri bambini allignino gli anticorpi contro la mafia e quelli della non violenza. Per queste ragioni prima di chiedere, com’è nostro dovere, che lo Stato e le nostre rappresentanti istituzionali, fin qui silenti, facciano il loro dovere e si uniscano al grido del Vescovo e del Sindaco anche lui solitariamente impegnato a demolire fisicamente quanto di illegale è stato costruito sul territorio.
Movimento Civico Corigliano Rossano Futura

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