di Enrico Iemboli
La linea di partenza per le imminenti elezioni comunali che si terranno entro maggio-giugno del 2024 vede la fuga in avanti di amministratori in carica (anche il Sindaco uscente?) che, dopo essere risultati dormienti e lontani dai cittadini per buona parte della legislatura che volge al termine, cominciano a posizionarsi con strategie finalizzate alla ricerca del consenso.

Nello spazio pubblico la loro presenza è quasi quotidiana e rilasciano dichiarazioni dietro i quali non vi sono confronti né dibattiti oltre che essere privi di ragionamenti. Purtroppo la politica declinata nel quotidiano ha un vuoto di proposte e la scarsa qualità dell’offerta ha allontanato sempre di più la partecipazione cittadina. Non è un caso che sia a livello nazionale ma anche in quello locale “la maggiore pervasività” dei politici si è realizzata e continua a realizzarsi con il sostegno di una parte minoritaria del Paese in quanto il fenomeno dell’astensione dal diritto-dovere (dal voto) ha raggiunto percentuali elevate.
Il sistema elettorale vigente assegna la scelta dei candidati al capo-partito e non più al popolo che nel passato ha potuto utilizzare l’arma del “voto di preferenza” attraverso il quale ha fatto la selezione della classe dirigente, di qualità e con competenza.
Alle elezioni comunali del prossimo anno che si terranno nella città di Corigliano Rossano mancano 7-8 mesi circa e sulla stampa locale, oltre che nell’opinione pubblica rassegnata, circolano nominativi di possibili candidati, quasi tutti di personaggi che hanno già calcato il palcoscenico.
Entro i termini di presentazione delle liste i candidati saranno certamente individuati ma saranno scelte fatte per necessità e all’ultimo momento, fatte cioè al “fotofinisch”, senza un programma elettorale discusso e confrontato che comunque presenteranno come” arredo” alla loro candidatura.
E’ vero che i cittadini sono disamorati dalla politica, che in tale scenario sono assenti le forze sociali, culturali e professionali, ma è necessario considerare che questi appuntamenti elettorali decidono il futuro della città.
Oggi più che mai è necessario uscire allo scoperto ed impegnarsi per evitare che la famiglia degli assenteisti si allarghi e la maggior parte dei giovani che non intravedono futuro vadano via.
Per una società che perde la voce dei cittadini e dei giovani non è un buon segnale, la mancanza dell’esercizio del diritto-dovere del voto finisce con creare un deficit di partecipazione che inevitabilmente sottrae nel futuro spazi di democrazia.
E’ inutile cercare di capirne le ragioni, le conosciamo fin troppo bene sia noi cittadini e sia i politici che però non fanno nulla per eliminarne le cause perché altrimenti dovrebbero intervenire sui loro “privilegi” per eliminarli o ridurli.

La libertà non consiste nel fare ciò che piace ma nell’avere il diritto di fare quello che si deve ed a tutte le energie sane della città, ma soprattutto ai giovani che mi rivolgo per sollecitarli a riconquistare gli spazi oggi occupati da faccendieri e politici di turno, privi di scrupoli e privi di cultura amministrativa della gestione pubblica.
La libertà è partecipazione.
I ritardi accumulati dallo sviluppo locale e che hanno penalizzato la crescita della economia e della qualità di vita dell’intera società “corissanese” chiede la partecipazione di tutti indistintamente, ragion per cui a cominciare da ciascuno di noi deve fare la sua parte, unitamente al mondo delle associazioni, della cultura, dei professionisti ed artigiani.
C’è bisogno di una società giusta e solidale nella quale non si è costretti a piegarsi alle logiche dei governanti e amministratori di turno, da Corigliano Rossano può partire questo messaggio di speranza.
Pochi hanno la consapevolezza di quanto precario e pericoloso sia l’attuale momento storico, gli spazi di democrazia sociale stanno riducendosi sempre di più e le potenzialità create dall’avere una città unica sono sempre di più volutamente ignorate, con la conseguenza che il “decollo-sviluppo” del nostro territorio ritarda rispetto alle aspettative iniziali.
A tutti, ma specialmente ai giovani chiedo di evitare l’ennesima figuraccia di non essere capaci di reagire a questo stato di cose, la mancanza di leader impone di provarci, comunque vadano le cose è necessario mettersi in gioco per un progetto futuro e che riguarda tutti, in qualsiasi ruolo, di controllore della cosa pubblica ma anche quello propositivo di idee e progetti.
Non è necessaria molta malizia per intuire che la maggior parte degli attuali consiglieri comunali hanno occupato ed occupano quel ruolo più per obiettivi personali e poco per l’interesse generale.
Alle energie nuove e fresche e ancora “incontaminate” rivolgo l’ appello di fare in modo che venga invertita la rotta del declino culturale e politico di Corigliano Rossano, di non farsi ammaliare dalle sirene che da oggi in poi cominceranno ad attirare l’attenzione di ciascuno.
E’ ancora possibile, proviamo a riacciuffare il futuro scegliendo quale ruolo interpretare ma partecipiamo, non da “tifosi” ma da protagonisti, senza avere paura dell’astio frustrato degli impotenti e degli incapaci che gestiscono “potere”.
Il silenzio degli ignavi fa rumore nelle coscienze.

Enrico Iemboli
già Sindaco e già componente
del Comitato 100 Associazioni

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