di Enrico Iemboli
In vista delle prossime elezioni comunali che si terranno a Corigliano Rossano molti aspiranti amministratori cercano nuove posizioni di partenza per individuare quelle che secondo loro offrono maggiori possibilità per essere eletti.

Una strategia di “collocamento” che non tiene conto della precedente militanza politica nè di avere rispetto per la sensibilità dei cittadini, inoltre, la memoria “corta” aiuta a non avere scrupoli e poco importa se quello che si afferma oggi verrà dimenticato domani.
Nel corso della amministrazione che sta per concludersi il transito da una posizione all’altra è stato intenso, in barba agli elettori che li avevano votati.
All’inizio dell’attuale legislatura comunale e prima ancora che iniziassero i cambi di casacca di singoli consiglieri, c’è stato chi, come Giuseppe Graziano il quale, solo per il fatto che non è stato eletto alla carica di Sindaco, si è dimesso (pur non essendoci incompatibilità) dalla carica di consigliere comunale perché in seguito eletto a consigliere regionale con la lista UDC nella quale non milita più perché da un po’ di tempo ha aderito al gruppo “AZIONE”.
Di questo gruppo oggi ne fa parte anche Francesco Madeo che a sua volta era stato eletto nella lista civica “GENTE DI MARE”, e vi militano anche i new entry consiglieri comunali di consolidata esperienza come Vincenzo Scarcello e Gennaro Scorza.
Una girandola che ha visto protagonista anche Costantino Baffa che dalla LEGA è transitato al gruppo misto, di Emanuele Sapia che da FRATELLI D’ITALIA ha scelto di entrare in FORZA ITALIA per seguire le orme di Aldo Zagarese che poco tempo addietro ha lasciato il PARTITO DEMOCRATICO per passare anche lui in FORZA ITALIA.
Preso atto delle transumanze politiche operate dai protagonisti di profonda maturità politica (????), come si può pretendere che le persone si rechino alle urne per votare?
I cittadini sono disillusi e non sono più attratti da spiccioli interessi di bottega per cui preferiscono prendere sempre di più le distanze dalla politica e dai politicanti, facendo mancare il sostegno alla “democrazia” partecipata che invece ha bisogno del contributo di tutti.
Corigliano Rossano, la nuova e grande realtà nata con il processo di fusione, ancora aspetta che la politica sia capace di darle un progetto carico di speranza per il futuro.
Se non è possibile avere un uomo di Stato come Richelieu che ha fatto tremare con la sua politica la Francia e l’Europa, ci si augura di avere almeno un eletto che sia all’altezza del governo locale e non personaggi dal fiato corto o che sfuggono i problemi facendo rumore spingendo porte girevoli.
Il periodo storico che attraversiamo non offre esempi migliori, sono scomparse le classi dirigenti, il nostro Paese vive nella mediocrità, la politica non sa esprimere più leader veri in grado di governare con competenza e lungimiranza e di tenere insieme un gruppo.
I cittadini prima votavano i partiti, poi le persone e adesso né gli uni né le altre: vorrebbero qualcuno che li emozionasse senza fregarli e invece si sentono fregati da tutti ed emozionati da nessuno.
Vanno rimotivati per andare a votare, ma per fare questo non si può improvvisare.
Chi saranno i candidati a Sindaco della prossima primavera?
E’ un rebus che dovrà essere sciolto per forza di cose e lo sarà all’ultimo momento, a dimostrazione di quanto ormai la politica non sia più una cosa seria.
La curiosità stimola la fantasia, ma è una fantasia spenta e mortificata dalla ripetizione scontata degli stessi nomi che circolano nelle tornate elettorali, che, per assurdo, potrebbero anche andare bene, purchè non siano frutto di scelte solitarie o di parte, ma di un progetto partecipato e condiviso.
L’uomo solo al comando quasi sempre non ha portato buoni frutti.
I cittadini di Corigliano Rossano devono necessariamente riappropriarsi del diritto-dovere di essere protagonisti, basta con gli analisti della domenica.
C’è bisogno di loro e delle forze sociali, delle categorie professionali e degli operatori del territorio affinchè si ritrovi l’orgoglio di esprimere il proprio pensiero; tutti devono contribuire alla formazione di un progetto che possa vedere la città protagonista.
Ci sono problematiche serie ed importanti da affrontare e tutti hanno il diritto-dovere di dire quale sviluppo immaginano per il porto, che destinazione dovrà avere l’area ex Enel, come deve essere promosso il turismo culturale e religioso, come fare attuare il PSA, quali sono le priorità per dotare la città di infrastrutture locali e territoriali.
Sono elencate alcune, ma molte altre sono in lista per essere discusse.
In questi giorni si parla di un investimento per il porto da parte di un imprenditore estero, ben vengano i capitali, ma che non siano ispirati dal solo profitto e di parte.
Abbiamo bisogno di una fiaba, di quelle che fanno sognare al solo pensiero che chi prende impegni li rispetti e sia coerente con le cose dette.
Ne saranno capaci i protagonisti locali che si preparano a candidarsi a governare la nostra città ????
Me lo auguro.

Enrico Iemboli
già Sindaco
e coordinatore Comitato 100 A

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