E’ stato firmato ieri mattina dal sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, il ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro la soppressione del Tribunale bizantino. Gli avvocati che difenderanno gli interessi del comune il prossimo 2 luglio a Roma, saranno il presidente edell’Anai di Rossano, Graziella Algieri, e quello nazionale della stessa associazione, Maurizio De Tilla.

E’ giusto sottolineare come i due legali hanno accettato l’incarico senza ricevere alcun compenso, e tutto ciò è da mettere in relazione alla volontà dell’avvocato coriglianese, Graziella Algieri,  la quale con i fatti, si è impegnata, con collegamento e partecipazione ai vari organismi ed associazioni nazionali dell’avvocatura, per fare di tutto, anche adire le vie giudiziarie, per la salvezza del  Tribunale rossanese. “Di questo – afferma la Algieri – devo ringraziare l’Avv. Maurizio De Tilla che mi ha dato la possibilità di presentare un ricorso davanti alla Consulta con le difficoltà del caso, gratuitamente, con la sua grande esperienza professionale, a favore del mio territorio”. L’avv. Algieri ha redatto la prima parte del ricorso, quello relativo alla situazione territoriale e alla necessità che questo territorio non può fare a meno di un così importante presidio di giustizia. “La circoscrizione del Tribunale di Rossano – si legge nel ricorso- è ampia e non può essere accorpato a quella di Castrovillari.  I carichi di lavoro di Tribunale e Procura sono altamente rilevanti. Il    carico complessivo di lavoro del tribunale (affari penali e civili) alla data del 31.12.2011 è di n. 24.422 procedimenti. Per quanto riguarda la Procura della Repubblica, in totale nell’anno 2011 sono sopravvenuti 7.145 procedimenti e alla data del 31.12.2011 sono pendenti n. 3.792 procedimenti. L’organico amministrativo tra Tribunale e procura è di n. 88 dipendenti amministrativi in pianta organica e n. 81  in servizio. Nel Circondario di Rossano vi è una micro e, soprattutto, una macro criminalità diffusa, gestita da cosche mafiose, operanti, soprattutto, nei territori di Rossano, Corigliano Calabro, Mirto Crosia e Cariati, che impone la presenza di un presidio atto ad assicurare la presenza dello Stato, come emerge anche dai diversi maxi-processi istruiti dalla Direzione Distrettuale Antimafia, per reati associativi e reati di scopo”.

     Giacinto De Pasquale