In data odierna sulla stampa locale ho letto un articolo in cui si dà conto della visita, prevista per il 20 ottobre p.v., del Ministro della Giustizia Orlando, programmata per “verificare se il contestato accorpamento tra le realtà giudiziarie di Castrovillari e Rossano è riuscito nei fatti, come da più parti si evidenzia”.

Orbene, la realtà è ben diversa da quella che sembra voglia accreditare l’articolista, che, evocando i provvedimenti del Presidente di Tribunale di Castrovillari, Dott.ssa Chiaravalloti, delinea una situazione non rispondente a realtà, come se l’accorpamento fosse pienamente riuscito e fruttuoso.

Orbene non è così, essendo vero l’esatto opposto! Sarebbe opportuno (e sufficiente) che si tenessero presenti i dati oggettivi delle disfunzioni conseguenti all’accorpamento, per rendersi conto di ciò.

Rinvii di processi a fine 2016, 2017 e al 2018; giudici che non prendono le cause in decisione a tempo debito; i processi provenienti da Rossano, maturi per la decisione, non vengono assegnati a sentenza, essendo invalsa la pratica di rinviarli per poi assumerli, eventualmente, a sentenza in seguito; processi chiamati davanti a giudici onorari che non sono competenti a trattarli, con conseguenti rinvii e perdite di tempo; processi penali in cui a causa dell’accorpamento sono maturati i tempi di prescrizione dei reati, non essendovi continuità nella trattazione; processi penali in cui mutando la persona del giudice necessita, per legge, rinnovare tutta l’attività istruttoria in precedenza svolta, con conseguenti intuibili perdite di tempo; processi penali chiamati dopo lungo tempo da quando vennero trattati l’ultima volta dinanzi al Tribunale di Rossano, senza che vi sia stata continuità di udienze e talvolta senza avvisi alle parti interessate e conseguenti, ulteriori, perdite di tempo; processi penali non tenutisi regolarmente per l’impraticabilità di aule (quale l’aula bunker, posta fuori dal palazzo di Giustizia, all’interno della struttura carceraria); udienze penali rinviate per disfunzioni delle cancellerie (e della Segretaria della Procura), segnatamente, per omessa citazione di parti o di testi; udienze penali e civili rinviate per mancanza dei giudici; udienza di più giudici che si celebrano in una stessa aula (per mancanza di  un numero sufficiente di aule); udienze rinviate per inesistenza di aule sufficientemente capienti per fare svolgere udienze di più giudici; fascicoli che non si rinvengono, con perdite di tempo e conseguente pregiudizio dei diritti delle parti; in particolare, processi definiti con sentenze impugnate dinanzi alla Corte di Appello, di cui non si rinvengono i fascicoli, con impossibilità di celebrare i giudizi di appello, con pregiudizio definitivo dei diritti delle parti; mancata trasmissione da parte della cancelleria  dei fascicoli di primo grado alla Corte di Appello, in ipotesi di impugnativa deli relativi provvedimenti, con grave  danno per le parti, per dispendio di tempo e danaro; rinvii di udienze civili fissate nel mese di agosto scorso senza alcun avviso ai soggetti interessati (legali, ausiliari del giudice ecc.), i quali, pertanto, dai vari comuni del circondario, posti anche a notevole distanza, si sono sottoposti a viaggi inutili; mancanza di spazio sufficiente per custodire in sicurezza i fascicoli dei vari processi; conseguentemente,  fascicoli di cause pendenti che vengono custoditi nell’archivio (destinato, di contro, alla custodia dei fascicoli dei soli processi definiti); un gran numero di armadi con fascicoli e documenti processuali allocati nei corridoi e negli atrii, alla mercé di tutti (avvocati ed utenti di giustizia), che possono agevolmente prelevare e fare sparire gli incarti processuali.

Potrei dire molto altro, perché l’elenco delle disfunzioni del Tribunale di Castrovillari è lungo e torna a detrimento di tutti (compresi i cittadini e gli avvocati del Pollino).

Aggiungo solo alcuni dati di per sé dirimenti e decisivi per fare comprendere alle persone di buona fede l’assoluta incapienza dell’edificio che ospita due Tribunali (accorpati), ma che evidentemente è stato concepito e realizzato per ospitarne uno, ossia il solo Tribunale di Castrovillari ante accorpamento.

Nel Palazzo di Giustizia di Castrovillari esistono nove aule di udienza, a fronte di un organico della Magistratura Giudicante che contempla trenta Magistrati giudicanti (oltre ai giudici onorari). Nel Palazzo di Giustizia che ospitava il Tribunale di Rossano esistono, invece, sette aule di udienza, a fronte di un organico composto di tredici magistrati giudicanti.  Se la matematica non è un’opinione  e se il corretto e l’efficiente funzionamento del servizio giustizia non è marginale in uno stato democratico, risulta evidente che non v’è proporzione fra la disponibilità attuale di aule di udienza (assolutamente insufficiente)  e quello precedente (tanto da dovere ricorrere anche all’utilizzo dell’aula bunker situata nel carcere, lontano dal Palazzo di Giustizia, per celebrare processi non di mafia ma di ordinaria amministrazione); cosa che si ripercuote, innegabilmente e consistentemente, in modo negativo sul funzionamento della giustizia in tutto il territorio del Pollino, della Sibaritide e della Sila Greca. 

E poi la logistica è insufficiente sotto altri profili: non vi sono spazi sufficienti per ospitare i 30 magistrati suddetti  e gli stessi giudici onorari  (hanno tutti una loro stanza?) che svolgono la funzione  giurisdizionale; non esistono spazi sufficienti per il personale di cancelleria.

Allo stesso tempo, un altro dato è particolarmente significativo: dal 13 settembre del 2013, ossia, da quando il Tribunale di Rossano non esiste più e con esso il relativo Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti, gli impiegati di detto Ufficio continuano ad essere allocati nella vecchia sede (cioè, l’edificio di proprietà del Comune di Rossano posto alle spalle del nostro Palazzo di Giustizia, dove ha sede anche il Giudice di pace). Sicché, si ha la paradossale situazione in cui dipendenti di un Ufficio pertinente al Tribunale di Castrovillari svolgono la propria attività interna (non di sportello e ricezione di atti) in Rossano. Ciò, in quanto a Castrovillari, né nel Palazzo di Giustizia nel al di fuori di esso esiste una struttura capace di ospitare sia il personale dell’ex UNEP del Tribunale di Castrovillari che quello dell’ex UNEP del Tribunale  di Rossano ante accorpamento.

Allora, è chiaramente azzardato e non risponde a realtà sostenere che l’accorpamento è perfettamente riuscito e che a Castrovillari funziona tutto alla perfezione e la Giustizia viene gestita a meraviglia, perché lo smentiscono gli incontrovertibili dati oggettivi, che non possono essere nascosti.

Peraltro, simile atteggiamento non fa altro che danneggiare tutti (cittadini ed avvocati del Pollino, della Sibaritide e della Sila Greca), ma soprattutto lo Stato che ci rimette non solo consistentemente  in termini economici, per come i dati oggettivi a disposizione confermano, ma anche in termini di immagine, dato che al malfunzionamento della Giustizia ed all’arretramento delle istituzioni statali corrisponde un rafforzamento dell’ ”antistato”.

E’ auspicabile, dunque,  senso di responsabilità ed una condotta seria, scevra da campanilismi e faziosità!

E da parte nostra vigilanza e mobilitazione!

Avv. Luigi Pirillo
già Consigliere comunale di Rossano
e segretario del circolo di Alleanza Nazionale