Antoniotti: Ripianato un buco di 18 mln di euro senza lasciare debiti fuori bilancio
Sullo stato di salute delle casse dell’Ente si stanno raccontando un sacco di impietose stupidaggini. Tutte artatamente messe in piedi per creare scandali e allarmismi a scopo elettorale.

Che il bilancio comunale non navighi in buone acque, non lo scopriamo di certo oggi. È dal 2011 che stiamo lavorando per risanare le finanze municipali, trovate con un buco di 18 milioni di euro, per due terzi azzerato grazie all’Esecutivo Antoniotti, e con un’anticipazione di cassa di oltre 6 milio di euro. In quattro anni e mezzo abbiamo fatto salti mortali per evitare, riuscendoci, il dissesto. Come? Attraverso la gestione parsimoniosa e coraggiosa delle risorse, tagliando spese superflue e aumentando la riscossione dei tributi. Ma anche e soprattutto azzerando i debiti fuori bilancio ereditati (1,2 mln di euro), ripianando l’enorme passivo e abbattendo l’anticipazione di cassa. Che a novembre 2015 – atti alla mano – ammontava a 3 milioni di euro (non a 6 mln). Questi i fatti. Senza l’aggiunta di mistificazioni, imbastite ancora una volta da qualcuno per creare ingiustificato allarmismo. Stia tranquillo qualche novello Savonarola, il Comune di Rossano, grazie al nostro lavoro ben coadiuvato dagli uffici comunali, non è sull’orlo del dissesto. Anzi, pur nelle difficoltà, continua ad essere una delle realtà più virtuose della Calabria.

 

È quanto dichiara Giuseppe Antoniotti che, in tema di finanze comunali, fa chiarezza rispetto alle ricostruzioni artefatte del rappresentante locale di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, apparse nei giorni scorsi sulla stampa locale.

 

Si fa campagna elettorale – dichiara Antoniotti – gridando a inesistenti scandali e cavalcando le paure dei cittadini che continuano ad affrontare quotidianamente i disagi della crisi economia. È un atto politicamente e moralmente scorretto, perché innescato da chi di materia finanziaria, evidentemente, capisce poco o nulla. Non c’è alcun rischio di dissesto finanziario per l’Ente, almeno stando ai numeri e ai conti che abbiamo lasciato al 13 novembre scorso. Ed è una menzogna sostenere che il bando di tesoreria è andato deserto perché il Comune è in default economico! Caso strano c’è una circolare del Ministero dell’Interno che evidenzia la difficoltà di tutti i comuni italiani ad accedere ai nuovi servizi di tesoreria, in quanto le banche hanno innalzato misure più restrittive per la contrattazione del denaro con gli enti pubblici. – Altro che conti in rosso! – In questi anni abbiamo lavorato incessantemente per risanare le casse dell’Ente che nel 2011 trovammo con un debito di 18 milioni di euro. Passivo, questo, che lo stesso Rapani, all’epoca capogruppo di Maggioranza, certificò in Consiglio comunale e che oggi, con una gran faccia tosta, omette del tutto. Lanciando spot elettorali a iosa! Senza timore di smentita, invece, posso affermare che non abbiamo lasciato un centesimo di debito fuori bilancio. Un dato lapalissiano, comprovato dalla documentazione di bilancio. Lo squilibrio che oggi si registra, invece, è semplicemente di natura tecnica; causato dal mancato trasferimento da parte della tesoreria di Stato del saldo Imu 2015 e del fondo di solidarietà, oltre che dall’atavico problema della riscossione. Che – nonostante negli ultimi anni sia aumentata – continua ad essere sofferente a causa della crisi. Ma anche a questo ci sarebbe un rimedio. Che Rapani omette. Perché quando parla di riscossione non dice, volutamente, che l’unico modo per pretendere i tributi dai tanti contribuenti inadempienti è l’azione extragiudiziali con relativi risvolti penali. Ecco perché chi fa politica dovrebbe innanzitutto avere rispetto degli avversari ma soprattutto dell’intelligenza dei cittadini. Sta di fatto che ad oggi, al contrario di quanto sostiene il Savonarola dei giorni nostri che da anni preannuncia invano sciagure per la nostra Città, le casse del Comune vivono un periodo di sufficiente salute; con un credito da riscuotere di 5 milioni di euro e un’anticipazione di cassa di 3 milioni di euro. Dei 18 milioni di debiti certificati, invece, siamo riusciti a saldarne, in poco più di quattro anni, 6 milioni con il decreto 35 e altri 6 milioni con fondi di bilancio. Questi i fatti, supportati da atti e non da parole vuote al veleno. Ma del resto, Rapani non si è mai occupato di bilancio disconosce l’evoluzione normativa. Così come la bufala che ha diffuso sulla presunta illegittimità dell’Imu agricola. Non c’è alcun riferimento normativo che supporta questa castroneria. C’è una sentenza che dichiara illegittimo “Il pagamento dell’Imu agricola effettuato nell’anno 2014”, istituita con decreto legge 4/2015 dal Governo Renzi e non sicuramente dall’amministrazione Antoniotti. Se errore c’è stato, dunque, non è assolutamente attribuibile all’Esecutivo cittadino, che non ha competenza sull’applicazione dell’imposta sui terreni agricoli.


Giuseppe Antoniotti – Movimento “Rossano Prima di Tutto”

GIUSEPPE_ANTONIOTTI (3).jpg