Prima o poi, per la teoria della relatività, o per le leggi di Murphy se preferite, doveva accadere.

E così è stato. Un “banale” incidente stradale – a quanto pare nulla di grave con nessuna conseguenza alle persone – ha paralizzato il centro storico. Nel senso che non si poteva entrare ed uscire, anche dalla “via Celadi”. Che Rossano alta sia in ginocchio dall’ormai nefasto 12 agosto scorso, è cosa purtroppo nota. Che lo sia ancor di più da quando la Provincia più di un mese fa ha “tappato” l’ingresso “Traforo” perché a loro dire la galleria “aperta” è pericolante, anche questa è arcinota. 

Ma che un incidente fra due auto avvenuto nei pressi dell’Anfiteatro “Maria De Rosis” potesse tagliare fuori dal mondo circa 5/7000 abitanti è intollerabile.

I fatti. Nella tarda mattinata di ieri due auto si toccano e, perché una di traverso, chiudono l’unica via d’accesso rimasta transitabile da e per il borgo antico. Il traffico composto da residenti, studenti, dipendenti dei numerosi uffici comunali, in pochissimo tempo va in tilt perché dall’alluvione, al “paese” si giunge a senso unico alternato per via di una frana mai riparata sull’altro lato dell’Anfiteatro. Nel frattempo le code sono di circa due chilometri in entrata, mentre il centro storico è del tutto bloccato dalle auto in uscita. Le voci si spargono in fretta e così in molti si dirigono su “Celadi” che, presto si congestiona.

Se a ciò, come accennato, si aggiunge che il Traforo è impraticabile, chi è del luogo può ben immaginare che putiferio si sia creato. Al danno, poi, la beffa non manca quasi mai. Ecco che allora, gli autobus in salita sono costretti a fermarsi almeno un chilometro prima della prima destinazione utile, le porte d’accesso di Rossano Alta, ed a far scendere i passeggeri, anche loro costretti a farsela a piedi per almeno un chilometro.

Certo, ora sarebbe facile fare populismo, ma se per un’emergenza contingente fosse dovuto transitare un’ambulanza, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine?

Perché, quindi, la Provincia non ha studiato una via di fuga alternativa insieme al Comune, come pare si stia facendo proprio in questi giorni solo dopo le vibranti proteste (demolizione del colonnato-galleria e istallazione di parassassi)? Perché gli ex amministratori non hanno mai messo mano, prioritariamente come avvenuto per via Minnicelli, alle due grandi frane che delimitano l’anfiteatro, una delle quali restringe ad una carreggiata il senso di marcia, oltre che essere pericolosissime? Si può consentire l’isolamento di un popoloso centro storico come quello di Rossano? Si dovrà aspettare una tragedia per intervenire?

Domande che i rossanesi si pongono da mesi e che si sono registrate ieri, ancor di più, nel passare le circa due ore in coda, magari per tornare a casa, andare a lavoro o dal medico.

Luca Latella