Il Commissario Massimo Scura, nel suo tour attraverso gli ospedali visitati non ha colto le indicazioni motivate provenienti dalle rappresentanze mediche e sindacali presso i nosocomi di Corigliano e Rossano. Evidentemente gli incontri assumevano significato formale e che non avrebbero minimamente influenzato le proprie decisioni e le volontà programmatorie altrimenti non trova spiegazione il depauperamento dell’area Spoke Corigliano Rossano,

che comprende l’utilizzo anche delle due strutture ospedaliere di Cariati e Trebisacce.Quest’ultimo e il comprensorio di pertinenza sanitaria dell’Alto Jonio, infatti,nel decreto Scura viene configurato in aggregazione all’ospedale Spoke di Castrovillari. Questa operazione nasconde il rischio di ridurre i requisiti che hanno determinato la costituzione dell’ospedale Spoke Corigliano-Rossano.

Per quanto riguarda le scelte di riorganizzazione delle diverse Unità operative, già il trasferimento dell’ortopedia e dell’otorino nell’ospedale di Rossano è stato un errore madornale alla luce dei risultati riscontrati e lamentati dai ricoverati.

Ora nel decreto Scura si aggiunge il trasferimento anche della chirurgia. Scelta allucinante se si considera la inospitalità degli spazi esistenti nella struttura di Rossano, che dovranno essere totalmente ristrutturati, comprese la creazione di una nuova sala operatoria il cui costo è altissimo. Ciò comporta una spesa di circa 3 milioni di euro. Spreco di denaro pubblico,(altro che rientro!) senza un minimo di miglioramento di efficacia e di efficienza sul piano della qualità delle prestazioni chirurgiche e assistenziale. Una programmazione impropria che trascura e dimentica la costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide, già finanziato con prospettiva di un progetto e di un sogno irrealizzabile per carenza di sostenitori politici , con giovamento esclusivo di Cosenza .

Non condividiamo le preoccupazioni dell’ex sindaco di Rossano in quanto ha sperato, per non dire altro, la chirurgia da Corigliano a Rossano. Il risultato è simile alla perdita del tribunale.

Antonio Benvenuto