Ecco spiegato il disinteresse della classe dirigente di Rossano e Ccorigliano( e calabrese) per risolvere questo annoso problema.
Il 12 agosto scorso in piena estate l’Arpacal( agenzia regionale dell’ambiente) ha certificato che in vari punti il mare rossanese era inquinato da coliformi fecali ,provenienti presumibilmente da feci umane.

Il motivo per cui questo è avvenuto è a conoscenza di tutti i politici rossanesi e coriglianesi da decenni, le due città hanno depuratori vecchi, malfunzionanti e totalmente inadeguati a sopportare carichi inquinanti pesanti come quelli estivi, quando la popolazione è raddoppiata ed hanno pure pozzi neri, spesso a perdere che contribuiscono a tale inquinamento. Il problema è noto dagli anni ottanta, ma nessuna amministrazione né di Rossano, né di Corigliano ( che ha il depuratore di Schiavonea in condizioni peggiori) ha mai voluto risolvere questo problema. Non è che in altri lidi calabresi le cose vadano meglio. E dunque questo è un tema comune all’insipienza ed all’incultura delle classi dirigenti calabresi. Perché? Ma è semplice. Qualcuno di voi ha mai sentito dai palchi dei comizi elettorali chiedere che il depuratore venisse rinnovato e sistemato? No. Nessun cittadino si è mai preoccupato di chiedere questo, e nessun politico ha mai promesso una cosa simile dallo stesso palco. I cittadini votano alle comunali per avere promesse di lavoro o altri favori, ma nessuno si preoccupa dei problemi generali che sono nell’interesse di tutti. Insomma occuparsi del mare pulito e del sistema fognario efficiente non porta voti a nessuno né a destra né a sinistra e tantomeno al centro. E così ogni anno puntualmente nel pieno del mese di agosto i cittadini si ritrovano con acque a certe ore impraticabili e chi si fa il bagno a volte deve essere ricoverato al pronto soccorso per segni di infezioni sulla pelle. Questa situazione dimostra la totale irresponsabilità e incapacità delle attuali classi dirigenti non solo locali, ma della regione Calabria, che in tema d’ambiente sono ignoranti e non fanno il loro dovere. ma dimostra anche il menefreghismo dei cittadini, che nella maggioranza si dimenticano di questo problema non appena è finita l’estate. La Calabria ha un mare splendido, che molte regioni italiane, e non solo, ci invidiano, epperò siamo capaci di sporcarlo puntualmente e di farci pure il bagno. E’ completamente inutile e direi anche bugiardo parlare di turismo: così non si va da nessun parte. Nell’alto Jonio alcuni anni fa la magistratura di Castrovillari si è presa la briga di far luce sulla situazione scandalosa dei depuratori di tutti i paesi costieri e col contributo della guardia costiera li ha sequestrati e costretto le amministrazioni a rinnovarli( parliamo di Trebisacce,Amendolara,Villapiana,Sibari, Roseto CapoSpulico, Montegiordano e RoccaImperiale) . Qui da noi nessun magistrato ha mai messo becco ed è ora che questa situazione finisca. Le città di Corigliano e Rossano per troppi anni hanno usato il mare come una cloaca. Adesso basta. E’ ora di svegliarsi bisogna che i cittadini più sensibili e anche le forze politiche più accorte prendano di petto questo tema e comincino percorsi virtuosi, a cominciar da una denuncia alla procura della repubblica per le inadempienze dei comuni. Io sarò il primo a farlo e mi auguro che i cinquestelle e Flavio Stasi facciano altrettanto. Sindaco Mascaro lei è l’ultimo arrivato, ma il suo depuratore anche quest’anno ha sporcato il nostro mare e la sua amministrazione è fuorilegge e i suoi tecnici lo sanno perfettamente, a cominciare dal tubo di troppo pieno di scarico nel mare che è totalmente illegale, ma che il suo comune ancora possiede. Si avete capito bene, un tubo che va dal depuratore al mare e che all’occorrenza viene aperto e scarica direttamente nel mare( mi dicono che oggi anche questo sia rotto). Dunque siamo completamente fuori dalle regole italiane ed europee , nell’illegalità più spudorata, che si cerca di nascondere perché nessuno ne parla. Vediamo se i magistrati la pensano come chi dirige gli uffici tecnici e politici di Rossano e Corigliano. Ma siamo noi cittadini i primi responsabili perché non abbiamo rispetto del nostro territorio.
prof. Fabio Menin gia pres. WWF calabria