Le brutte persone che mercoledì mattina, giorno dopo l’Immacolata, hanno avuto la brillante idea di ergersi a difensori del popolo contro le ingiustizie dei potenti hanno senza dubbio smosso gli animi e concesso a tutte le menti oscurate da social e televisioni di rendersi conto di quanta idiozia può essere concentrata in un solo articolo. 

Rimango stupito ancora una volta da come si possa prendere un calderone e infilarci dentro di tutto, dalle spie comuniste fino alla sempreverde questione degli immigrati che, ormai si sa, sono l’unico vero motivo di tutti i disagi del popolo italiano. L’utilizzo di termini forbiti e l’abuso degli insulti poi fa immediatamente intendere ai lettori che “ci si può fidare di questo qui, guarda come scrive bene!” e “guarda com’è arrabbiato, anche io sono arrabbiato, mi piace!”. La cosa divertente è che somiglia molto alla tattica dei pessimi grillini che ci incarogniscono, ma sorvoliamo, anche perché altrimenti come si fa ad andare contro corrente a tutti i costi? Omertà mascherata da solidarietà nel confronto dei poverini che cercavano un momento di svago dopo tutti i sacrifici che sono stati fatti in questi mesi difficili, durante i quali tutti sono stati diligentemente attenti a non permettere che il contagio da Covid-19 si diffondesse in questa ridente cittadina in cui tutto sarebbe perfetto se non fosse per quelle dannate spie di condominio che non si fanno i fatti loro. Ah, no, mi sono confuso, le norme vigenti sono cretine e insensate, io sto dalla parte di tutti quelli che non possono più fare a meno di ammucchiarsi in Piazza Giovanni Paolo II (che mi raccomando, da adesso in poi nel periodo di Natale non deve chiamarsi Piazza Salotto, perché non ci sono poltrone e divani) perché “oooh, n’aperitiv, quant a fa longa”. E sticazzi che nel frattempo la gente muore. Ma il diritto all’aperitivo è inalienabile su, d’altronde gli unici che hanno fatto sacrifici in questo periodo erano proprio le persone che l’8 Dicembre si sono casualmente trovate in Piazza “inserire nome adatto al periodo in cui si legge”. Gli altri, i “delatori”, i “vigliacchi senza faccia”, i “meschini figli di puttana”, sono solo delle carogne il cui unico scopo nella vita è gridare da lontano “Criminali disgraziati!” e lasciarsi indottrinare da chi ci invita al buonsenso, mentre sarebbe molto meglio ascoltare chi ci invita a tenere gli immigrati d’ogni colore fuori dalle nostre piazze con motivazioni ferree, del tipo che monocromatico è meglio. Al massimo a pois, ecco.
Adesso, a parte gli scherzi, puntare il dito non è mai bello. È facile giudicare senza essere immersi in un contesto, o senza essere protagonisti delle vicende. È facile anche fare polemiche quando non siamo stati colpiti in maniera diretta dal virus, quando non abbiamo perso cari, o quando non sentiamo la responsabilità di poter mettere in pericolo le altre persone. Ma, checché ne dicano i vari negazionisti, la situazione è drammatica. Una quantità di morti da brividi in tutta Italia, degna dei migliori film horror apocalittici. Nessuno se la prende con i singoli individui che avevano voglia di un aperitivo, volersi gettare alle spalle questa brutta situazione è comprensibile, è umano. Il problema è che non possiamo farlo adesso. Non ora che i contagi non fanno altro che aumentare. Cerchiamo di essere solidali con chi in questa pandemia ci ha rimesso qualcosa, da vite umane a lavoro. Al momento il nemico non è un essere umano, sia egli il politicante di turno o il vicino spione antipatico, ma è un esserino piccolo piccolo chiamato virus (nello specifico SARS-CoV-2) che non siamo in grado di vedere a occhio nudo. Il che lo rende ancora più pericoloso, non inesistente come qualche illuminato
negazionista avrebbe voglia che fosse. Buon senso signore e signori, l’aperitivo ce lo prenderemo tutti insieme tra un po’ di mesi.

Firmato: Un immigrato comunista a pois. E pure spione.
P.S.: Tra le altre cose, Umberto Eco, diceva anche che, quando si scrive, bisogna fare attenzione all’uso delle virgole, perché spezzano la frase, e non aiutano la continuità del discorso, ma sotto sotto chi se ne frega, l’importante è citarlo, no?